Vuoto a rendere approvato in Commissione

Roma, 05. 09. 2014

Ieri, alla Camera dei Deputati, é stata approvato in Commissione Ambiente un emendamento in esame per il  Collegato Ambientale, che riformula la legge M5S (Vignaroli ed altri) sul “Vuoto a rendere”. Ringraziamo i relatori di maggioranza per aver fatto propria, anche se in maniera più blanda, una legge importante, alla quale il Movimento a 5 Stelle tiene molto, in tema di riduzione dei rifiuti. Il vuoto a rendere passato in Commissione (a differenza della mia versione) purtroppo trascura la parte del riutilizzo dopo la raccolta su cauzione nei locali commerciali. QUI il testo della mia proposta di legge.

L’attuale provvedimento prevede in via sperimentale una cauzione per gli imballaggi di vetro per la birra e l’acqua minerale servite al pubblico da alberghi, residenze di villeggiatura, ristoranti, bar e altri locali pubblici. Per le utenze commerciali coinvolte saranno previste agevolazioni fiscali e in caso di inadempienza maggiorazioni sulla tariffa rifiuti. L’emendamento approvato, se pur rappresenta un buon inizio per l’avvio in Italia del vuoto a rendere, è comunque lacunoso (a differenza della proposta M5S) per quanto riguarda il passaggio finale della chiusura del ciclo virtuoso, ovvero quella relativa al riutilizzo una volta effettuata la raccolta da parte dei commercianti.  Tale filiera del riutilizzo porterebbe (oltre alla eliminazione dell’imballaggio come rifiuto) anche alla creazione di nuovi posti di lavoro. Infatti, anche se la proposta vede sulla carta il consenso politico generale, purtroppo la sottrazione di imballaggi dal ciclo dei rifiuti viene visto di cattivo occhio dalle lobby dei gestori e dei petrolchimici.

Nella nostra visione del problema, il riutilizzo dovrebbe sviluppare un nuovo settore: quello della raccolta del vuoto, che potrebbe essere riutilizzato e rivenduto, senza subire ulteriori lavorazioni, ad eccezione della pulizia e dell’etichettatura. Ovviamente, tali  vuoti  non dovrebbero viaggiare per molti chilometri e la standardizzazione permetterebbe alle aziende del territorio circostante di utilizzare le stesse bottiglie, evitando il ritorno al luogo di produzione originario della singola bottiglia. Il riutilizzo, molto di più del riciclo che trasforma il prodotto in nuova materia prima, potrebbe consentire non solo un notevole risparmio energetico e di materiale, ma anche   la diminuzione  del prezzo del prodotto. Comunque  sia, ritengo che ieri si sia fatto un passo avanti  e mi  ritengo soddisfatto del lavoro svolto fino ad ora, che però è solo un inizio. È una bella vittoria, ma ancora non ci basta. Con il Ministro dell’Ambiente Galletti abbiamo trovato un’intesa nello stilare a breve uno specifico ODG, con il quale dare ulteriori specifiche al Governo, che dovrà disciplinare l’applicazione della norma entro 6 mesi dall’approvazione e cercheremo di far pressione in particolare per colmare queste lacune. Ci batteremo ulteriormente affinché il vuoto a rendere sia concretizzato con coraggio.

La vera rivoluzione è finalizzare il vuoto a rendere al riutilizzo e non alla mera raccolta separata.

 

 

Condividi l'articolo

Condividi su facebook
Share on Facebook
Condividi su twitter
Share on Twitter
Condividi su linkedin
Share on Linkdin
Condividi su whatsapp
WhatsApp

Leave a comment