Sicilia: nell’isola 4 cittadini su 10 sono senza depuratore

Contro l’Italia ci sono quattro procedure di infrazione europee per le inadempienze sul fronte della depurazione delle acque, con il maggior numero di centri abitati irregolari situati in Sicila. Una situazione che mi preoccupa molto, e che dopo il lavoro di analisi già fatto a Roma nei mesi scorsi ho voluto approfondire con sopralluoghi sul campo.

Quello che abbiamo trovato sull’isola è sconvolgente: molti centri scaricano direttamente in mare, in altri casi non ci sono neanche le fognature, in altri ancora l’impianto di depurazione è presente ma non funzionante oppure manca di autorizzazione allo scarico valida. I dati di Arpa Sicilia parlano chiaro: dei circa 5 milioni di abitanti residenti in Sicilia, solo il 61% circa è servito da un impianto di depurazione. Depuratori che però lavorano tra mille criticità: dei 388 impianti attivi complessivamente presenti sul territorio della Regione Sicilia solo il 17,5% circa opera attualmente con autorizzazione allo scarico in corso di validità.

Dal 27 al 29 novembre scorsi la Commissione è stata in Sicilia orientale per vedere impianti e tenere delle audizioni. Sono stati svolti sopralluoghi presso il depuratore Ias di Priolo Gargallo e negli impianti di Mili e di Milazzo.

Il depuratore Ias tratta sia reflui urbani che industriali. Al momento è sotto sequestro della Procura con facoltà d’uso ed è oggetto di due procedimenti penali relativi all’inquinamento prodotto dalle emissioni diffuse e dai cattivi odori.

All’impianto di Mili abbiamo approfondito gli aspetti legati al funzionamento del depuratore, che al momento lavora al di sotto della propria capacità con la terza linea disponibile ma inutilizzata. L’impianto di Milazzo invece prevede il trattamento di reflui per circa 40mila abitanti equivalenti, ma ad oggi è in grado di depurare correttamente solo il 50% circa dei reflui in entrata. Per questo il depuratore è interessato dalla procedura di infrazione europea e sono in corso azioni per la sua messa in regola, su disposizione del commissario straordinario alla depurazione Enrico Rolle.

Tre casi che da soli parlano del paradosso in cui si trova la Sicilia: un’isola che come tale costruisce sul mare buona parte della sua economia, e che tuttavia continua a scaricare reflui non depurati.

Nei prossimi mesi torneremo per altri sopralluoghi e audizioni. In Sicilia il mare rappresenta una risorsa naturale fondamentale e di rara bellezza, ma si fa ben poco per tutelarlo e questo non è accettabile.

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