Audizione del presidente dell’Albo nazionale gestori ambientali Eugenio Onori

COMUNICATO STAMPA

Roma, 01 ottobre 2019 – La Commissione parlamentare di inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti e su illeciti ambientali ad esse correlati ha audito oggi il presidente dell’Albo nazionale gestori ambientali Eugenio Onori.

L’audito ha riferito che hanno l’obbligo di iscriversi all’Albo le imprese che svolgono attività di raccolta e trasporto di rifiuti, sia sul territorio nazionale che in ambito transfrontaliero, di bonifica dei siti, di bonifica dei beni contenenti amianto, di commercio e intermediazione dei rifiuti senza detenzione dei rifiuti stessi. Onori ha spiegato che l’Albo è articolato in un Comitato nazionale, con sede presso il Ministero dell’Ambiente, e sezioni regionali con sede presso le Camere di commercio dei capoluoghi di regione. I componenti di questi organismi sono nominati con decreto del Ministero dell’Ambiente.

L’audito ha inoltre fornito alcuni numeri sulle aziende iscritte. Il totale degli iscritti ammonta a circa 165mila imprese, di cui oltre 136mila imprese iscritte per il trasporto dei propri rifiuti con circa 321.400 veicoli. Secondo quanto riferito, le imprese iscritte per trasporto rifiuti conto terzi sono circa 19mila, per un totale di 273mila veicoli, mentre le società iscritte che effettuano commercio e intermediazione di rifiuti senza detenzione sono oltre 6mila. Tra gli iscritti ci sono inoltre circa 1.300 imprese operanti nella bonifica di siti e circa 2.300 aziende attive nella bonifica di beni contenenti amianto, oltre a 600 imprese di piccoli raccoglitori di rifiuti per i quali è prevista una procedura di iscrizione semplificata. Sono invece 1.100 le società iscritte che effettuano esclusivamente trasporto transfrontaliero di rifiuti, con circa 33.700 veicoli. Nel settore della gestione dei rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche (Raee), gli iscritti all’Albo sono 7.400, per 10.700 veicoli. Secondo quanto riferito da Onori, i numeri relativi alla gestione dei Raee sono molto inferiori alla platea effettiva di soggetti obbligati all’iscrizione, ossia distributori e installatori di apparecchiature. Riguardo al tema del possesso dei requisiti morali da parte degli iscritti, Onori ha dichiarato di avere difficoltà nell’applicazione della normativa antimafia. Secondo quanto riferito dall’audito, nel corso di quest’anno sono state cancellate 20 aziende per provvedimenti di interdittiva antimafia, ma 5 di queste sono state poi iscritte nuovamente a seguito di ricorsi e sentenze della giustizia amministrativa. L’audito ha riferito che l’Albo ritiene la sussistenza di un’interdittiva quale condizione ostativa all’iscrizione. Tuttavia, secondo quanto dichiarato da Onori sarebbe necessaria una norma di legge che preveda esplicitamente il divieto di iscrizione per il destinatario di interdittiva.

L’audito ha spiegato inoltre che, a seguito di una sentenza del Consiglio di stato, i Comuni che vogliono gestire in autonomia il servizio di raccolta e trasporto di rifiuti urbani possono iscriversi all’Albo.

«Nel settore della gestione dei rifiuti, l’aspetto della legalità e del possesso dei requisiti morali è fondamentale. Solo così si assicurano il rispetto della normativa ambientale e la tutela del bene comune ambiente. Auspico che in quest’ottica anche l’Albo dei gestori ambientali possa fornire il suo contributo perché nel settore dei rifiuti vinca la legalità», dichiara il presidente della Commissione Ecomafie Stefano Vignaroli.

Guarda il video dell’audizione

Leggi il resoconto stenografico dell’audizione

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