
Lis, volto noto delle fiction poliziesche italiane, non le manda a dire. Di fronte all’invasione di storie di crimine che affollano la tv, ammette senza esitazioni: “A volte cambio canale”. Troppi crime, a suo avviso, saturano il palinsesto, una situazione che stanca anche chi di queste storie dovrebbe esserne protagonista.
Crime a gogò: il piccolo schermo soffoca sotto i delitti
Negli ultimi anni il crime ha preso il sopravvento nelle programmazioni, sia italiane che straniere. Serie e film tv polizieschi si moltiplicano, tutte incentrate su delitti, indagini e processi. Il pubblico è senza dubbio attratto da queste storie, ma il fenomeno ha un rovescio della medaglia: una saturazione che comincia a farsi sentire, come sottolinea la stessa Lis.
Il motivo è chiaro: l’audience premia la suspense, il mistero, il brivido del crimine. Per questo le reti investono senza risparmio su format collaudati. Ma riproporre sempre le stesse storie rischia di stancare gli spettatori. L’attrice non ha dubbi: davanti a troppe fiction incentrate sul nero, preferisce staccare la spina e passare ad altro.
Il rischio di restare incastrata nel ruolo di “regina del crime”
Per Lis, essere riconosciuta solo come volto del crime rischia di diventare una gabbia. L’arte dell’interpretazione è fatta di sfide e varietà, e limitarsi a un solo genere significa perdere occasioni preziose. Essere il volto ricorrente di polizieschi garantisce visibilità, ma può trasformarsi in uno stereotipo.
L’attrice vorrebbe invece spaziare, affrontare ruoli diversi che mettano in luce altre qualità. Il problema è più ampio: la tv, italiana e non, si aggrappa a formule sicure, sacrificando spesso la libertà creativa degli attori. La storia di Lis è un chiaro esempio di come le scelte di mercato influenzino il destino artistico di chi lavora davanti alla macchina da presa.
Il pubblico cerca aria nuova, ma la tv resta prigioniera del crime
Gli spettatori sono sempre più spaccati: da un lato affascinati dal thriller, dall’altro desiderosi di qualcosa di diverso. La programmazione attuale, tutta incentrata sulla cronaca nera, rischia di allontanare chi cerca un’offerta più varia e di qualità. Lis mette in guardia: troppi crime finiscono per impoverire l’offerta complessiva e creare un senso di saturazione.
In Italia e all’estero si stanno provando nuove strade, con generi come la commedia, il dramma sociale, storie di vita quotidiana. L’obiettivo è accontentare un pubblico affamato di novità. E chi, come Lis, vive questo mondo dall’interno sa bene quanto sia importante trovare un equilibrio tra esigenze di mercato e voglia di sperimentare, per non perdere l’interesse degli spettatori sul lungo periodo.
