A Celle San Vito, tra le colline del foggiano, si sente ancora il suono di un dialetto che sta scomparendo. Tra case di pietra e stradine strette, un gruppo di persone si è messo a raccogliere parole, espressioni, memorie. Non è un semplice elenco: è la seconda edizione di un vocabolario che vuole afferrare quel patrimonio linguistico, quasi evaporato col tempo. Anziani che raccontano, studiosi che annotano, giovani che imparano — tutti insieme per evitare che quel suono familiare, ormai raro, venga spazzato via dalla modernità. Un progetto che vive di passione e di radici, un tentativo di tenere stretta una lingua che rischia di perdersi come sabbia tra le dita.
Celle San Vito e la lotta per salvare un dialetto che sta scomparendo
Con poco più di mille abitanti, Celle San Vito custodisce un dialetto unico, frutto di secoli di scambi culturali e influenze diverse, molto diverso da quelli delle zone vicine del Foggiano. Ma il tempo e la globalizzazione giocano contro: l’italiano standard sta prendendo il sopravvento, mentre i parlanti più anziani, custodi delle parole e delle espressioni, stanno lentamente scomparendo. Così, quel patrimonio rischia di andare perduto per sempre.
La prima edizione del vocabolario, uscita qualche anno fa, è stato un primo passo importante. Ora, con la seconda edizione in arrivo, il lavoro si fa più preciso e approfondito. Non si tratta solo di raccogliere vocaboli, ma anche di raccontarne il contesto, le sfumature, le differenze rispetto ai dialetti vicini. I curatori intervistano decine di testimoni, registrano le pronunce e mettono insieme un lavoro che vuole diventare un punto di riferimento per studiosi e per le nuove generazioni del territorio.
Un ponte tra memoria popolare e ricerca scientifica
Dietro questa seconda edizione c’è una rete di collaborazione che unisce università, associazioni culturali e abitanti del paese. Insieme hanno raccolto centinaia di parole e modi di dire, accompagnandoli con spiegazioni sulle origini e sui cambiamenti nel tempo.
Il lavoro sul campo è fatto con molte interviste, momenti di scambio tra giovani e anziani. Sono proprio gli anziani a raccontare non solo parole, ma anche storie legate alla vita di tutti i giorni, alle tradizioni contadine, alle feste e alle usanze religiose. Questo arricchisce ogni voce del vocabolario, che diventa così un tassello di una storia più grande.
Nel frattempo i linguisti studiano i suoni e le regole grammaticali che distinguono questo dialetto dall’italiano. Tutto il materiale sarà digitalizzato e messo a disposizione, con l’obiettivo di coinvolgere non solo studiosi ma anche i giovani e di sostenere iniziative culturali e turistiche. Celle San Vito si prepara così a essere un laboratorio vivo di conservazione linguistica.
Un progetto che risveglia l’identità e guarda al futuro
La seconda edizione del vocabolario ha già avuto un impatto profondo sulla comunità di Celle San Vito. Ha risvegliato l’orgoglio per una cultura spesso trascurata, facendo scattare nuove connessioni tra generazioni e una maggiore consapevolezza del valore delle proprie radici.
Inoltre, l’interesse per il dialetto apre nuove strade per la valorizzazione culturale in tutto il Foggiano. In tempi in cui le tradizioni rischiano di sparire in fretta, questo vocabolario diventa un’occasione per portare l’educazione linguistica nelle scuole e organizzare eventi che coinvolgano sia i residenti sia i turisti. Un progetto che non è solo culturale, ma ha ricadute sociali concrete, rafforzando l’identità del territorio e promuovendo un turismo più consapevole.
Il lavoro dietro questa seconda edizione dimostra la vitalità di Celle San Vito, un paese dove storia, cultura e lingua si intrecciano con passione e concretezza. Ogni parola raccolta è un passo importante per conservare un patrimonio che parla non solo di una lingua, ma di una comunità e del suo legame profondo con la propria terra.
