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Stefano Vignaroli

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A Celle San Vito, il più piccolo borgo pugliese insegna ai turisti il francoprovenzale con il nuovo vocabolario

Redazione 20 Agosto 2026

A Celle San Vito, un borgo tra le colline del Foggiano, si prepara a rivivere una tradizione unica: il vocabolario locale torna con la sua seconda edizione. Un gruppo di appassionati, con pazienza e dedizione, ha raccolto parole e modi di dire che rischiavano di scomparire nel silenzio dell’omologazione linguistica. Qui, non è solo un dizionario: è un filo che lega il passato al presente, un tesoro di memorie pronto a essere custodito e condiviso. L’attesa è palpabile, perché questo progetto parla di identità e radici.

Celle San Vito, un patrimonio linguistico da salvare

Con poco più di mille abitanti, Celle San Vito nasconde una ricchezza culturale che va ben oltre i numeri. Il dialetto locale, frutto di influenze slave e pugliesi, custodisce vocaboli e sfumature unici in Italia. Questa lingua non è solo uno strumento per comunicare, ma un pezzo fondamentale dell’identità della comunità. Purtroppo, la globalizzazione e i cambiamenti sociali hanno indebolito questo patrimonio, spingendo molte espressioni verso l’oblio.

Il primo vocabolario, pubblicato qualche anno fa, è stato un passo importante per fermare questa perdita. Ha raccolto centinaia di parole, frasi e storie orali che altrimenti sarebbero andate perse. Ora la nuova edizione si propone di ampliare il lavoro, includendo anche testimonianze più recenti e rendendo omaggio a chi ha mantenuto viva la cultura del paese.

Dietro le quinte: come nasce il nuovo vocabolario

Aggiornare il vocabolario richiede pazienza e impegno. Da mesi i curatori girano per le vie di Celle San Vito, parlano con anziani, artigiani, contadini e insegnanti. Ogni chiacchierata è un’occasione per recuperare parole legate ai mestieri, alle feste, ai modi di dire e ai gesti che caratterizzano il paese. Un esempio è il lessico legato alla coltivazione della vite, che resta pressoché invariato da decenni, segno di una tradizione forte e radicata.

Oltre al vocabolario scritto, il progetto raccoglie anche registrazioni audio e video con racconti e spiegazioni, per conservare intonazioni e pronunce. Questi materiali arricchiranno la seconda edizione, trasformandola in uno strumento utile per le scuole e per chi vuole riscoprire il valore autentico della lingua locale.

Un’occasione per rinsaldare la comunità e le sue radici

Il vocabolario non è solo un elenco di parole, ma un modo per rafforzare il senso di appartenenza e valorizzare il patrimonio immateriale di Celle San Vito. È rivolto a tutta la comunità, soprattutto ai giovani spesso lontani dalla tradizione. Dal dialogo con loro possono nascere iniziative culturali, come spettacoli, eventi e laboratori, che tengano vivo il dialetto e le tradizioni in modo partecipato.

In più, il lavoro sarà prezioso anche per studiosi di linguistica, folklore e antropologia. La ricchezza del dialetto di Celle San Vito offre uno sguardo interessante su come le piccole comunità rurali italiane cercano di difendersi dall’omologazione globale.

Verso la pubblicazione: il conto alla rovescia

La seconda edizione del vocabolario dovrebbe uscire entro fine anno. Gli organizzatori hanno messo a punto un calendario serrato: entro l’estate si concluderà la raccolta dei materiali, poi si passerà alla revisione e all’impaginazione. Un lavoro di squadra che coinvolge linguisti, grafici e operatori culturali, con l’obiettivo di creare un’opera rigorosa ma anche coinvolgente.

Il momento clou sarà la presentazione pubblica, probabilmente in una delle piazze principali del paese. Sarà un’occasione per riunire la comunità e far conoscere il progetto. Sono attese anche autorità regionali e rappresentanti di istituzioni culturali, per dare visibilità e sostegno a un’iniziativa che va oltre i confini locali.

Questa esperienza di Celle San Vito è una risposta concreta a un fenomeno che interessa molte zone d’Italia: la perdita dei dialetti minori. Qui si prova a invertire la rotta, unendo ricerca, memoria e partecipazione sociale per costruire un futuro più consapevole e ricco di radici.

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