Il governo mette il turbo sulla scelta delle sedi per i Giochi Olimpici del 2038. Non più un’edizione alla volta: stavolta si punta a un’assegnazione doppia, un colpo di scena che scuote il mondo dello sport dopo anni di stallo e rinvii. La Svizzera sembra in vantaggio, mentre la Svezia resta in attesa, ancora indecisa sul da farsi. Nei prossimi mesi, la decisione che arriverà potrebbe riscrivere le regole del gioco.
Perché assegnare due edizioni insieme?
L’idea di scegliere in un colpo solo due edizioni olimpiche nasce dall’esigenza di mettere ordine in un sistema che negli anni ha mostrato crepe. Le modalità tradizionali, con scelte spalmate su lunghi tempi, non tengono conto delle nuove sfide legate a costi sempre più alti e alla necessità di sostenibilità. Spesso le città candidate si sono ritirate per problemi finanziari, con conseguenti problemi organizzativi.
Con la doppia assegnazione, si punta a dare stabilità e chiarezza agli organizzatori e agli sponsor, permettendo loro di pianificare con largo anticipo. Decidere insieme i Giochi del 2034 e del 2038 dovrebbe garantire progetti più solidi, infrastrutture migliori e una gestione più efficiente. Ora spetta al Comitato Olimpico Internazionale valutare le proposte e prendere la decisione definitiva.
Svizzera in pole position per il 2038: i punti di forza
La Svizzera si fa avanti con decisione come favorita per ospitare i Giochi del 2038. Il Paese gode di una reputazione solida nella gestione di eventi sportivi e punta molto sulla sostenibilità ambientale. Le città elvetiche hanno presentato piani concreti, con infrastrutture moderne e collegamenti efficienti e “verdi”.
In più, la Svizzera ha una lunga esperienza nell’organizzazione di gare sulla neve, un aspetto cruciale per i Giochi invernali, che la mette in vantaggio rispetto ad altri concorrenti. I rischi legati al maltempo o a strutture non adeguate sembrano contenuti. Anche il sostegno politico e finanziario è forte e ben organizzato.
Un altro punto a favore è l’attenzione al coinvolgimento delle comunità locali, un requisito sempre più importante per il Comitato Olimpico. L’obiettivo è lasciare un’eredità positiva sul territorio, e su questo la Svizzera sembra allineata alle richieste.
Svezia ancora fuori dal gioco per il 2038
La Svezia, nonostante l’entusiasmo iniziale, non è riuscita a superare l’ultimo esame degli esperti. Le città proposte, pur con una tradizione olimpica, hanno sollevato dubbi soprattutto sul fronte finanziario e tecnico. Il problema principale è la difficoltà a mettere a punto un piano solido entro i tempi stretti imposti dalla doppia assegnazione.
Per ora, dunque, la Svezia preferisce fare un passo indietro e concentrare le risorse su eventi meno complessi. Questo stop non esclude però un ritorno in futuro, quando le condizioni saranno più favorevoli e senza l’urgenza di una doppia scelta.
Cosa cambia con la doppia assegnazione per il futuro olimpico
Assegnare due edizioni contemporaneamente cambia le regole del gioco. I tempi di preparazione si allungano e la competizione tra le città candidate assume una dimensione più strategica e meno impulsiva.
Politicamente e mediaticamente, questa scelta apre nuove possibilità. Sponsor e partner possono pianificare su un orizzonte più ampio, mentre i Paesi ospitanti hanno più tempo per coinvolgere il pubblico e preparare eventi di qualità.
Sul piano globale, questa strategia favorisce anche una distribuzione più equilibrata dei Giochi, evitando che si concentrino sempre in pochi Paesi o continenti. La scelta della Svizzera per il 2038 rientra in questa visione, puntando su un cuore europeo ben organizzato.
Il modello della doppia assegnazione potrebbe richiedere una revisione delle regole olimpiche e dei criteri di valutazione. Il 2038 sarà quindi un banco di prova importante per il mondo dello sport, che osserva con attenzione come si evolverà questa novità nel Comitato Olimpico Internazionale.
