Il governo ha deciso di non perdere tempo. Vuole chiudere già nel 2024 una partita che normalmente si gioca con largo anticipo, assegnando in un colpo solo due edizioni consecutive dei Giochi olimpici. Un’accelerazione senza precedenti, che scuote il mondo dello sport internazionale. La Svizzera si presenta come la grande favorita per il 2038, mentre la Svezia resta tagliata fuori, ai margini di questa corsa serrata.
Il dietro le quinte della doppia assegnazione olimpica
Il governo cambia marcia e punta a chiudere presto le sedi per le Olimpiadi del 2034 e 2038. L’obiettivo è chiaro: dare sicurezza a organizzatori e sponsor e snellire una macchina che finora ha richiesto trattative lunghe e tortuose. Affidare insieme due edizioni potrebbe alleggerire la burocrazia e far risparmiare tempo.
Dietro questa scelta ci sono motivi concreti: evitare cambiamenti last minute, aiutare la pianificazione internazionale e consolidare rapporti tra nazioni. Prendere due decisioni insieme può anche ridurre tensioni e polemiche diplomatiche che spesso accompagnano la scelta anno dopo anno.
Sul piano politico, la posta in gioco è alta. Decidere ora le sedi di eventi così importanti coinvolge interessi economici e strategici di diversi paesi. Serve dunque un equilibrio delicato tra le richieste delle nazioni candidate e le pressioni politiche.
Svizzera in testa per i Giochi invernali del 2038
La Svizzera si presenta come la candidata più solida per i Giochi del 2038. Con infrastrutture all’avanguardia, una lunga esperienza in eventi internazionali e un clima ideale per le discipline invernali, il paese elvetico parte avvantaggiato.
Negli ultimi anni ha investito molto nella modernizzazione degli impianti e punta su un modello sostenibile, con un occhio di riguardo all’ambiente. Un progetto “green” che ha conquistato anche le federazioni sportive e le associazioni ambientaliste.
Il sistema dei trasporti efficiente e la posizione centrale in Europa facilitano l’arrivo di atleti e spettatori. Le città candidate vantano strutture ricettive moderne e ampie, già testate con successo in eventi importanti.
Questa combinazione di fattori tecnici e ambientali mette la Svizzera in cima alla lista, davanti a candidati con meno certezze o situazioni geopolitiche più fragili.
Svezia fuori dalla corsa per i Giochi olimpici
Nonostante l’interesse mostrato, la Svezia resta esclusa dalle scelte ufficiali. Dietro questo stop ci sono ragioni economiche, sociali e politiche ben precise.
Nei piani presentati, i costi troppo alti e le difficoltà a reperire risorse adeguate hanno pesato sulle valutazioni dei decisori, che preferiscono puntare su candidature più solide e sostenibili.
Non solo soldi: anche il consenso interno è debole. I sondaggi mostrano un’opinione pubblica prudente, preoccupata per gli squilibri economici che un evento così grande può portare.
Tutti questi fattori hanno fatto scivolare la Svezia fuori dalla corsa, almeno per il prossimo futuro.
Nel quadro complessivo, questa nuova strategia di doppia assegnazione e la scelta di accelerare i tempi cambiano radicalmente le regole del gioco, mettendo in discussione tradizioni consolidate e aprendo una nuova fase nella selezione delle Olimpiadi.
