A Locarno, tra applausi e flash, l’attrice ha rotto il silenzio con una confessione semplice ma potente: la sua scelta dei film non è mai casuale. Punta sempre sui registi più ambiziosi, quelli che osano spingere oltre i confini del racconto. È una strategia, un modo per navigare nel caos creativo del cinema, che spesso sembra senza regole. E in mezzo a tutta quella luce, lei si mostra senza filtri, raccontando cosa davvero la guida.
Per lei non è mai un caso scegliere un ruolo. Tutto ruota attorno a chi sta dietro la macchina da presa. È lo stile, la visione e la personalità del regista a fare la differenza. L’attrice preferisce lavorare con chi ha idee originali, ambiziose e un forte controllo artistico. Non si limita a leggere la sceneggiatura o a valutare il personaggio: si concentra soprattutto sulla persona che dirige il progetto.
Questo modo di procedere le permette di costruire una carriera coerente e di crescere come interprete. Ogni regista porta con sé stimoli diversi, spingendola a esplorare sfaccettature nuove della recitazione. Per lei, un regista che arriva sul set con un’idea chiara e innovativa crea le condizioni migliori per un lavoro di qualità e un’esperienza intensa, sia sul piano umano che professionale. Scegliere in base al regista significa evitare scelte superficiali e valorizzare il proprio percorso artistico.
Nel corso della sua carriera ha incrociato registi che incarnano questo profilo: uomini e donne con visioni fresche, capaci di mettere a nudo la realtà o di evocare mondi nascosti, senza mai tradire l’autenticità della storia. Da queste collaborazioni sono nati alcuni dei suoi lavori più apprezzati da pubblico e critica internazionale.
Il Festival di Locarno è molto più di una semplice rassegna: è un punto d’incontro cruciale per il cinema indipendente e d’autore. Qui si intrecciano le strade di attori, registi, produttori e critici, tutti spinti dallo stesso desiderio: rinnovare il linguaggio del cinema e offrire nuovi sguardi.
L’attrice ha scelto questo palcoscenico per parlare del suo modo di lavorare. Ha sottolineato come momenti come questo siano fondamentali per mettere insieme esperienze diverse. A Locarno la varietà dei film presentati fa emergere tendenze e cambiamenti nei gusti e nelle narrazioni, elementi essenziali per chi, come lei, vuole restare sempre viva e aggiornata.
Durante l’incontro ha anche rimarcato il valore del confronto diretto con il pubblico e con le critiche. Questo scambio aiuta a capire meglio l’impatto di ogni film e a calibrare con più attenzione le scelte future. Il festival diventa così non solo un luogo di promozione, ma un vero laboratorio di idee e progetti.
Secondo l’attrice, il regista è la chiave di volta di ogni film. Non è solo chi coordina la tecnica, ma il vero creatore di mondi, colui che trasmette emozioni e pensieri attraverso scelte precise di stile.
Negli ultimi anni il cinema è cambiato e ha chiesto ai registi di reinventarsi, mescolando generi, tecniche e linguaggi diversi. L’attrice ha spiegato che lavorare con registi aperti alla sperimentazione l’ha spinta a uscire dalla sua zona di comfort. Da queste esperienze sono nati film innovativi, capaci di catturare l’attenzione di spettatori e addetti ai lavori nel mondo.
Ha sottolineato soprattutto il rapporto di fiducia e rispetto che si crea sul set con un buon regista. Questa sintonia non solo migliora la resa professionale, ma alimenta anche la curiosità e la voglia di mettersi in gioco. Per lei, il regista è anche un mentore, una guida senza la quale il lavoro rischierebbe di perdere direzione o diventare ripetitivo.
Affidarsi a registi con una forte identità artistica è diventato un punto fermo del suo percorso. Ogni nuova collaborazione è un’occasione per scoprire nuovi modi di recitare e raccontare storie, mantenendo alta la qualità e il senso del proprio lavoro nel cinema di oggi.
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