Riuso e vuoto a rendere: la seconda vita dei rifiuti

Riuso significa utilizzare nuovamente, ri-utilizzare per l’appunto ciò che altrimenti andrebbe buttato, dare una seconda vita agli oggetti. Riuso si accompagna, poi, a una molteplicità di conseguenze, tutte intelligenti e utili alla sopravvivenza nostra e del Pianeta: gestione sostenibile degli imballaggi e delle materie prime, riduzione dei rifiuti e degli sprechi, economia circolare. Di riuso si parla molto, quasi fosse una moda passeggera. Ma il senso stesso del termine ci aiuta invece a capire che ne abbiamo bisogno per continuare ad abitare il pianeta, per affrontare le sfide del futuro in modo più lungimirante e, perché no, per risparmiare.

Riuso e autoproduzione domestica

Nel mio piccolo, ho imparato a fare del riuso una forma mentis, un approccio alle cose rinnovato dalla consapevolezza del loro valore; un po’ come facevano i nostri nonni, che di buttare anche solo la carta dei regali di Natale non ne volevano proprio sapere; e quella carta finiva per fare il giro del mondo, avvolgendo alimenti, abiti, fotografie spedite in dono ai parenti emigrati. Una visione che nulla ha di romantico e che molto ha di concreto, come ho raccontato spesso nelle mie esperienze di autoproduzione domestica. Perché non è il tempo che ci manca quanto, piuttosto, la consapevolezza che autoprodurre ci consente di vivere meglio, tagliando costi e sprechi inutili.

Quando il riuso diventa legge

Ma se di riuso non discutono in primo luogo le istituzioni, lo sforzo individuale, seppur necessario, incontra un vuoto difficile da colmare. Ecco perché nel corso della mia esperienza di Deputato della Repubblica, a partire dal 2013, ho concentrato il mio impegno e le mie battaglie proprio su questi temi: gestione dei rifiuti, riciclo delle materie prime, raccolta differenziata. Alcune delle mie proposte sono, poi, state approvate e sono oggi legge.

È il caso del vuoto a rendere, che coinvolge fondamentalmente gli esercenti in ambito somministrazione bevande e turismo, spronandoli a restituire i contenitori di acqua e birra ai fornitori; il consumatore finale ha garanzia del comportamento etico del ristorante, bar o albergo grazie al certificato rilasciato dal Ministero a chi aderisce.

Ed è del 2018 la mia proposta di legge n.1065 per la disciplina dell’economia dei beni usati e la promozione del settore del riutilizzo. Gli obiettivi?Disciplinare e promuovere il settore del riuso in ottica di valorizzazione dell’economia circolare come alternativa etica, sostenibile, possibile.

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