Prime audizioni sul ciclo dei rifiuti a Roma

COMUNICATO STAMPA

Roma, 11 giugno 2019 – La Commissione parlamentare di inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti e su illeciti ambientali ad esse correlati, nell’ambito della giornata di approfondimento dedicato alla gestione dei rifiuti e delle acque reflue a Roma e nel Lazio, questa mattina ha audito il prefetto di Roma Gerarda Pantalone, il direttore generale di Arpa Marco Lupo, il procuratore di Roma facente funzioni Michele Prestipino, accompagnato dal procuratore aggiunto Nunzia D’Elia e dai sostituti Alberto Galanti e Rosalia Affinito.

Il prefetto ha riferito in merito alla situazione del ciclo dei rifiuti a Roma, evidenziando la precarietà del sistema e le principali criticità, legate sia alla carenza impiantistica, sia a condotte illecite. Tra queste, il prefetto ha parlato del rovistaggio e dei traffici illeciti di rifiuti che vedono coinvolti numerosi soggetti di etnia rom, così come delle attività di autodemolizione a Roma. Una parte di queste ultime, ha riferito il prefetto, per molti anni sono state autorizzate in deroga. L’audita ha inoltre riferito in merito ai controlli condotti nell’ottica di prevenzione degli incendi: su 30 impianti di trattamento e stoccaggio dei rifiuti e 14 autodemolitori sottoposti dalla legge a obbligo di dotarsi di certificato di prevenzione incendi controllati, si è rilevato un tasso di conformità del 70% per i primi e del 62,5% per i secondi. Per i siti sotto soglia non assoggettati a tale obbligo, a Roma sono stati svolti dalle forze di polizia nell’ultimo trimestre 2018 controlli in 26 impianti, con sequestri e sanzioni. Il prefetto ha infine riferito che da marzo 2019 sono stati attivati presidi con uomini dell’esercito presso due campi rom della città e l’impianto Tmb di Rocca Cencia, evidenziando tuttavia come per la prevenzione dei roghi sia necessaria, accanto al piantonamento dei siti, anche la presenza di sistemi di videosorveglianza e difesa passiva.

Il direttore generale di Arpa Lazio Marco Lupo ha fornito informazioni e dati relativi al ciclo dei rifiuti a Roma. Citando i dati Ispra, Lupo ha spiegato che quasi l’80% dei rifiuti urbani del Lazio vengono prodotti nell’area della città metropolitana di Roma. Nel 2018, ha spiegato Lupo, circa 300mila tonnellate di rifiuti indifferenziati dell’area sono stati trattati in altre province. Nei primi quattro mesi 2019, a seguito dell’incendio al Tmb Salario, ha proseguito Lupo, i rifiuti della città metropolitana di Roma hanno saturato una quota compresa tra il 40% e il 70% della capacità dei tre Tmb nelle province di Viterbo, Latina e Frosinone. Nel complesso oggi, secondo quanto riferito da Lupo, circa 1 milione di tonnellate di rifiuti escono dalla città metropolitana di Roma, diretti a impianti di trattamento o smaltimento in base alla tipologia di rifiuto. L’audito ha anche confermato l’esistenza di criticità di funzionamento relative a tutti gli impianti Tmb del Lazio, di cui aveva già riferito alla Commissione nella scorsa legislatura. Per quanto riguarda invece la gestione delle acque reflue, Arpa Lazio ha condotto nel 2018 un migliaio di controlli, di cui la metà sugli impianti che trattano reflui urbani.

Il procuratore di Roma facente funzioni Michele Prestipino, il procuratore aggiunto e i sostituti hanno riferito in merito alle principali criticità del territorio romano legate ai rifiuti. In particolare, il procuratore aggiunto Nunzia D’Elia, coordinatore del gruppo di lavoro della procura sui reati ambientali, ha evidenziato come le diverse attività poste in essere sull’abbandono diffuso di rifiuti spesso si concludano con archiviazione a carico di ignoti, con l’onere per la pubblica amministrazione di rimuovere i rifiuti. Per quanto riguarda la gestione illecita di rifiuti ferrosi e rifiuti elettrici ed elettronici da parte di soggetti di etnia rom, D’Elia ha evidenziato come questa sia stata spesso sottovalutata. Un’inchiesta della procura, hanno riferito i sostituti, ha portato alla luce contatti tra soggetti di etnia rom e alcuni dipendenti di Ama, che cedevano a poco prezzo rifiuti conferiti dai cittadini nei centri di raccolta. Altre indagini in materia sono in corso. Il sostituto Galanti ha tracciato il quadro dell’attività inquirente svolta sulla discarica di Malagrotta e sull’incidente probatorio da poco cominciato nell’ambito del procedimento giudiziario sulla gestione del percolato della discarica.

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