MALAGROTTA : accesso agli Atti e interrogazione AIA impianti TMB di Cerroni

Roma, 27. 03. 2014

Da molti anni lotto con altri cittadini del mio quartiere,  ma mai avevo avuto questi “onorevoli” strumenti di accesso agli atti e di inchiesta. Strumenti poi semplici, sopratutto se si è fuori dalle stanze del Governo e se ancora, dopo un anno che attendo, non si decidono ad avviare la Commissione di Inchiesta sulle Ecomafie. Mi sento quasi in colpa di non averli avuti prima che i danni fossero compiuti e di non riuscire ad occuparmi di tutto. Ma ora cerco di concentrarmi sul presente e dare, insieme ai miei compagni di viaggio, il mio piccolo contributo per il quale sono pagato.

Provo un certo rancore nei confronti di chi questi ”poteri” (e molti di più) li aveva, ma non li ha mai voluti usare al fianco dei cittadini. Se i detentori di questi poteri fossero stati liberi, onesti e lungimiranti questa emergenza rifiuti forse non ci sarebbe stata, né a Roma  né  in altri territori. Le inchieste parlano chiaro.
Gli atti pubblici dovrebbero comunque essere fruibili a tutti, anche perché quando la mia avventura sarà finita mi sentirò in dovere di continuare ad occuparmi del bene comune, come comune cittadino,  e non voglio più esser preso in giro. A prescindere da chi prenderà il mio posto.

Per questo oggi ho presentato al Presidente del Consiglio dei Ministri ed al Ministro dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare  un’ INTERROGAZIONE  A RISPOSTA SCRITTA SULL’AIA IMPIANTI TMB DI CERRONI, il cui testo potete leggere qui di seguito:

INTERROGAZIONE AIA IMPIANTI TMB DI CERRONI.
Atto Camera presentato da Vignaroli Stefano.
Al Presidente del Consiglio dei Ministri ed al Ministro dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare
Per sapere-premesso che:
Nella città di Roma, operano 4 impianti di trattamento meccanico biologico, di cui due appartenenti alla società municipalizzata Ama spa, ubicati rispettivamente in via Salaria e in via di Rocca Cencia e due appartenenti alla società Giovi srl riconducibile all’avv. Manlio Cerroni, denominati Malagrotta 1 e Malagrotta 2 e siti nel polo impiantistico di Malagrotta;
nel Lazio, si è utilizzato ed abusato dell’istituto del commissariamento in materia rifiuti per diversi anni. L’ultimo periodo per quel che concerne Roma e la sua provincia è durato dal 2011 allo scorso 7 gennaio. Tre anni in cui i due commissari speciali nominati rispettivamente con OPCM , n. 3963 del 6 settembre 2011 e con DPCM del 25 maggio 2012 (Sostituzione del Commissario delegato per l’emergenza ambientale nella provincia di Roma per l’imminente chiusura della discarica di Malagrotta), pubblicato nella G.U. del 26 maggio 2012, pur godendo di poteri speciali e derogatori non hanno mai realizzato gli obiettivi che erano stati loro assegnati dal Governo, giacché ad oggi non è stato ancora individuato un nuovo sito, i dati relativi alla raccolta differenziata continuano ad essere esigui e si è costretti vergognosamente ad esportare fuori regione i rifiuti;
in particolare l’operato del secondo commissario delegato ovvero il dott. Goffredo Sottile, appare discutibile sotto diversi punti di vista che appaiono connotare un manifesto assoggettamento al volere del patron delle discariche Manlio Cerroni, parere non solo di chi scrive, bensì oggetto di approfondimento da parte della magistratura;
oltre alla rocambolesca vicenda riguardante il rilascio dell’Autorizzazione integrata ambientale per il sito di Monti dell’Ortaccio, a pochi giorni dallo scadere del suo mandato, con determinazione n. G06042 del 23 dicembre 2013, il commissario Sottile di concerto con la Direzione Territorio urbanistica, mobilità e rifiuti della Regione Lazio, rilascia l’Aia anche per l’impianto di trattamento meccanico biologico denominato Malagrotta 2, nonostante detto impianto non avesse le necessarie autorizzazioni per operare. Riteniamo corretto sottolineare come questa precipitosa procedura, sia stata autorizzata alla Vigilia di Natale, nel silenzio mediatico e senza alcuna concertazione di sorta. Solo grazie alla successiva pubblicazione nel Burl avvenuta in data 11/2/2014 si è venuti a conoscenza del rilascio dell’Aia. Fortunatamente non risultano ad oggi essere scaduti i termini affinché i cittadini possano eventualmente tutelare i propri legittimi interessi e diritti innanzi al TAR;
da organi di stampa si apprende che il particolare relativo al difetto riguardante le autorizzazioni emergerebbe da un esposto presentato dai cittadini alla Procura della Repubblica di Roma nell’ottobre 2012;
l’impianto denominato Tmb Malagrotta 2 non rientrava nelle condizioni di cui alla legge 31/2008 (Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 31 dicembre 2007, n. 248, recante proroga di termini previsti da disposizioni legislative e disposizioni urgenti in materia finanziaria). Difatti l’art. 32 bis comma 1 quater della suesposta legge dispone che :” In mancanza del rilascio dell’autorizzazione integrata ambientale entro il 31 marzo 2008, i nuovi impianti, per i quali sia stata presentata la domanda di autorizzazione integrata ambientale, che abbiano ottenuto il provvedimento positivo di compatibilità ambientale e siano in fase di avanzata costruzione, possono avviare tutte le attività preliminari all’esercizio dell’impianto nel rispetto della normativa vigente e delle prescrizioni stabilite nelle autorizzazioni ambientali già rilasciate, dandone comunicazione all’autorità competente per il rilascio dell’autorizzazione integrata ambientale. L’autorità competente, ove ne ravvisi la necessità, rilascia un’autorizzazione provvisoria nelle more del rilascio dell’autorizzazione integrata ambientale, entro sessanta giorni dalla predetta comunicazione.” Dunque dalla lettera della norma si deduce che per poter usufruire del regime semplificato derogatorio alla disciplina del rilascio dell’Aia, occorre che si verifichino tre condizioni: che si tratti di un nuovo impianto, che sia stata presentata la prevista domanda e da ultimo che l’impianto sia in fase di avanzata costruzione. A ben vedere, l’impianto di trattamento meccanico biologico denominato Malagrotta 2 non rientrava in dette condizioni. Oltretutto con determinazione regionale n. A 2959 del 15/09/2008 si rilasciò alla società Giovi srl fino alla data del 15/ 9/2009, l’autorizzazione alla messa in esercizio per una fase preliminare di start-up nelle more del rilascio dell’Aia , senza contare anche che l’impianto già dall’anno 2008 era stato sottoposto ad un regime di proroga dei termini autorizzativi. Regime che si è protratto fino alla determinazione della Regione Lazio n. B7113 del 15/9/2011 che ne aveva prolungato i termini al 15/9/2012, con determina nA 2959del 15 /9/2008;
è bene ricordare che gli impianti di trattamento meccanico biologico operanti a Roma, non hanno mai lavorato al massimo delle loro capacità e ciò si nota chiaramente anche dal tenore di due ordinanze emesse dalla Presidente della Regione Lazio nel 2011. La prima ordinanza n. Z0002 del 30/06/2011 recante ad oggetto: “Discarica sita in Roma, località Malagrotta, prosecuzione attività di smaltimento dei rifiuti, ai sensi dell’art. 191 del D.L.gs. n. 152 del 2006 e funzionamento degli impianti di trattamento meccanico biologico, siti nel comune di Roma” e la seconda Ordinanza di Rettifica n. Z0003 del 07/07/2011 che impose al punto A.5 di “assicurare nel minor tempo possibile dall’adozione della presente Ordinanza, la piena operatività degli impianti di preselezione e riduzione volumetrica dei RSU (TMB), denominati Malagrotta 1 e Malagrotta 2”;
si sottolinea che il Governo è intervenuto in diverse occasioni, per indagare sul funzionamento dei suddetti impianti. Difatti in data 16 giugno 2012, in una nota sintetica sull’esito dei controlli in merito alla funzionalità degli impianti di trattamento meccanico biologico dei rifiuti urbani in provincia di Roma, inviata dai Noe alla Commissione bicamerale per il ciclo dei rifiuti e relativa ad ispezioni espletate nel mese di maggio 2012, nel quadro dell’attività di supporto richiesta dal commissario delegato, si legge che l’impianto di trattamento meccanico biologico Malagrotta 1 era entrato in funzione dal 7 novembre 2011 e nel primo quadrimestre 2012 aveva trattato Rsu per il 23.33 per cento della sua capacità nominale, mentre quello denominato Malagrotta 2 risultava aver trattato Rsu per il 2011 e 2012 al 58, 66 delle sue capacità.
Tutto ciò premesso e considerato:-
se la Presidenza del Consiglio dei Ministri ed il Ministero dell’Ambiente, viste le Ordinanze commissariali suesposte, l’importanza rivestita dagli impianti di trattamento meccanico biologico nel ciclo integrato di gestione dei rifiuti e le relative indagini delegate al NOE, siano stati informati dal commissario delegato in merito alle mancate e/o errate autorizzazioni relative all’impianto denominato Malagrotta 2 ed in ogni caso quali verifiche intendono avviare nell’immediato.

Roma, 27 marzo 2014
Articolo de “IL TEMPO”:
www.facebook.com/photo.php?fbid=10203488883411075&l=8ef043d57d

 

INTERROGAZIONE MALAGROTTA 27 marzo

 RASSEGNA STAMPA:

Il regalo di Natale di Sottile al “re dei rifiuti”

http://www.iltempo.it/cronache/2014/03/26/il-regalo-di-natale-di-sottile-al-re-dei-rifiuti-1.1233565

Malagrotta, impianti di trattamento: denuncia Stefano Vignaroli e Enrico Stefàno

Malagrotta, l’autorizzazione agli impianti arriva dal commissario: la denuncia dei 5 Stelle.

Il deputato e il consigliere comunale del Movimento Cinque Stelle, Stefano Vignaroli e Enrico Stefàno spiegano: “Sul Tmb2 c’è un’inchiesta della Procura”

http://www.romatoday.it/politica/impianti-malagrotta-denuncia-vignaroli-stefano.html

 

 

 

 

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