Guerra in Afghanistan

Stiamo lottando per il ritiro delle nostre truppe dall’ Afghanistan.

NO ALLE FINTE MISSIONI DI PACE PER IL CONTROLLO DELL’ ENERGIA .
Ho ricordato in Aula le contraddizioni delle industrie belliche , in questo mio intervento:

Signor Presidente, anch’io sono favorevole all’emendamento 1.205, anche se ho qualche dubbio sulla cifra stanziata. Di certo, noi siamo contro la guerra in Afghanistan e ho il piacere di citare le parole di padre Zanotelli: «Chi sono gli ex generali italiani che sono ai vertici di queste industrie? Che pressioni fanno le industrie militari sul Parlamento per ottenere commesse di armi e di sistemi d’arma? Quanto lucrano su queste guerre la Finmeccanica, l’Iveco-FIAT, la Oto Melara, l’Alenia Aeronautica e le banche che le finanziano? Come fanno tante associazioni cattoliche ad accettare da queste industrie e da queste banche elargizioni e benefici?». Dicano con franchezza che questa guerra si combatte perché l’Afghanistan è un nodo strategico per il controllo delle energie, per il profitto di alcuni gruppi industriali italiani, per un’egemonia economica internazionale, per una volontà di potenza che rappresenta un neocolonialismo mascherato da intenti umanitari e democratici; poiché questi non si possono mai affermare con armi e violenza !


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