End of waste: rifiuti che tornano illegalmente sul mercato

L’end of waste, cioè la fine della qualifica di rifiuto, rimette nei cicli produttivi molti materiali, salvandoli dalla discarica o dall’incenerimento. Si tratta di processi fondamentali per l’economia circolare ma che non sempre vengono gestiti correttamente. Nasce da qui il fenomeno dei “finti” end of waste: materiali che tornano illegalmente sul mercato proprio perché cessano di essere classificati come rifiuti ma che, in realtà, non hanno le caratteristiche per essere considerati prodotti di riciclo o pronti per il riciclo.

La questione della cessazione della qualifica di rifiuto

Il fenomeno dei “finti” end of waste porta con sé conseguenze negative per l’ambiente e la salute dei cittadini. È il caso dei rifiuti tossici o di quelli contenenti sostanza pericolose, che devono essere sottoposti a precisi processi di trattamento prima di poter essere re-immessi nei cicli produttivi. Pensiamo, ad esempio, ai molti casi di rifiuti spacciati per conglomerati per infrastrutture e usati nei sottofondi stradali senza rispettare tutti i requisiti di legge.

La Commissione Ecomafie si sta occupando di individuare, attraverso il suo lavoro d’inchiesta, le filiere più a rischio e i rifiuti più soggetti al riciclo illegale che alimentano i guadagni di ecomafie e operatori disonesti. Il tema degli end of waste è al centro di importanti novità normative. A novembre 2019 stata approvata in via definitiva (legge n. 128/2019, art. 14-bis) una legge che affida alle Regioni, in mancanza di criteri specifici e nel rispetto della direttiva 2008/98/Ce, il compito di rilasciare o rinnovare le autorizzazioni “caso per caso”. Il testo prevede anche controlli sulle autorizzazioni rilasciate da parte di Ispra e del Ministero dell’Ambiente.

Per quanto riguarda i provvedimenti sull’end of waste di specifiche tipologia di rifiuto, l’ultimo approvato da Ministero dell’Ambiente riguarda i pannolini: secondo le stime ministeriali, permetterà di salvare ogni anno dallo smaltimento 900mila tonnellate di rifiuti.