DISCARICA DELL’INVIOLATA: storia e aggiornamenti

La discarica dell’Inviolata, una delle  quattro discariche della provincia di Roma, è situata nel comune di Guidonia Montecelio. Nata nel 1985, priva di autorizzazioni, ad opera di un privato cittadino che è stato poi  condannato ad una sanzione amministrativa, é la seconda discarica più grande del Lazio, dopo Malagrotta e gestita dall’Eco Italia 87 di Manlio Cerroni…

Era stata chiusa poco dopo la sua apertura perché palesemente abusiva, ma nel 2008 fu riaperta “in sordina”, facendo svasare alcune tonnellate di rifiuti che non potevano più essere collocati  nella discarica di Malagrotta. Mentre qualcuno si accorgeva di tanto in tanto di camion di rifiuti in zona, il lato della collina non visibile dalla strada fu gradualmente riempito di rifiuti.
Nel 2010 a Guidonia comparve  un nuovo svincolo autostradale, che serviva in realtà ad agevolare il traffico di rifiuti.  In poco più di 4 anni la collina dell’Inviolata è diventata un’enorme discarica, a dispetto del fatto che  l’Inviolata è una riserva ambientale, patrimonio del territorio laziale.

Ecco la dichiarazione rilasciata dall’Associazione “Amici dell’Inviolata-Onlus”, dal Comitato Cittadini Marco Simone-Setteville Nord e dal Comitato Popolare Nord-Est Lazio: “ Dal dicembre 2010 ad oggi sono stati portati nell’ultimo invaso ben 380.000 metri cubi di immondizie provenienti da 49 comuni dell’area, tra i quali Tivoli, Monterotondo, Fonte Nuova, Mentana e Sant’Angelo Romano che conferiscono da anni enormi quantità di rifiuti indifferenziati all’Inviolata ed i cui amministratori non fanno nulla in merito alla raccolta differenziata prevista dalle leggi di riferimento da sempre disattese. Il tutto a discapito della collettività; inoltre nel progetto presentato all’inizio di giugno dal Consorzio Laziale Rifiuti (CO.LA.RI.) è previsto lo scavo di un ulteriore invaso da 500.000 metri cubi.”

In un articolo del 6 gennaio 2014 , sul sito Marco Simone On line ecco un altro esplicito dato: “…Nelle varie fasi di verifica, è stato accertato, attraverso i carotaggi eseguiti in 18 punti individuati lungo il perimetro, che la presenza di inquinanti e contaminanti in alcuni casi è a livelli di allarme. I tecnici dell’agenzia regionale hanno rilevato, in quantità assai consistenti, elementi estranei al rifiuto domestico come il tallio e il cobalto, circostanza che lascerebbe presupporre come in anni passati, probabilmente lontani, si siano verificati casi di smaltimento di rifiuti speciali e ospedalieri…”

Il Movimento 5 Stelle ha monitorato e seguito le vicende di questa discarica, contribuendo a diffondere le informazioni e la consapevolezza tra i cittadini. Ora gli  abitanti delle zone limitrofe all’Inviolata sono orami a conoscenza di almeno tre realtà:

  •  il rischio gravissimo per la loro salute
  • il disastro ambientale causato dalla presenza di rifiuti tossici
  •  il deprezzamento del valore degli immobili delle zone a rischio.    

Personalmente, ho dato anch’io il mio contributo a questa battaglia.

Il 18 maggio 2013, insieme ad  altri attivisti, sono partito dalla discarica di Malagrotta con il camper romano del Movimento 5 stelle per il “Mu@viamoci tour”, con destinazione Inviolata.

Il 1 marzo 2014 ho partecipato a Mentana alla Conferenza pubblica sulla situazione  rifiuti relativa alla discarica dell’Inviolata.

MENTANA

L’11 marzo 2014 è stata segnata un’altra tappa importante nella vicenda: sono stati posti i  sigilli all’area, con la seguente motivazione:  «Procedimenti amministrativi viziati da procedure irregolari in quanto concluse in assenza delle autorizzazioni paesaggistiche». In pratica, la Regione Lazio aveva disposto a luglio un ulteriore allargamento di 75mila metri cubi, senza sentire la Sovrintendenza; questo era invece un parere necessario proprio perché l’Inviolata sorge all’interno di un parco protetto, dove recentemente sono stati rinvenuti anche dei resti archeologici importanti. Quindi l’area è stata posta sotto sequestro, perché mancava l’ autorizzazione paesaggistica.

Intanto la discarica, gestita dall’Eco Italia 87 di Manlio Cerroni, é stata chiusa recentemente con un’ordinanza del Sindaco di Guidona, Eligio Rubeis, a seguito dell’elevato tasso di inquinamento nelle falde acquifere, evidenziato dalle ultime rivelazioni dell’Arpa. Questo però non ha fermato  i lavori per l’impianto di Tmb (trattamento meccanico biologico), alle spalle dell’invaso,  che disporrà di ulteriori 500mila metri cubi per gli scarti di trattamento.

Appare chiaro che la battaglia per l’Inviolata  sarà ancora lunga.

Il prossimo appuntamento di mobilitazione contro la discarica dell’Inviolata è fissato il giorno  26 marzo 2014: il Comitato di Risanamento Ambientale di Guidonia e Fonte Nuova ha indetto una manifestazione a Guidonia, a piazza Matteotti, dalle ore 10, in concomitanza con la Conferenza dei Servizi, con i seguenti obiettivi:

  • avviare la bonifica del sito dell’Inviolata, fortemente contaminato
  • respingere la costruzione e la messa in attività dell’impianto TMB, accanto alla discarica dell’Inviolata
  • richiedere l’apertura del Parco regionale dell’Inviolata alla fruizione pubblica, dopo quasi 18 anni di attesa.

STAY TUNED!!!

 

 

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