Comm. Ecomafie, conclusa la seconda missione a Terni

COMUNICATO STAMPA

Roma, 08 marzo 2019 – La Commissione parlamentare di inchiesta sulle attività illecite
connesse al ciclo dei rifiuti e su illeciti ambientali ad esse correlati ha concluso il suo ciclo di
audizioni a Terni. Nel pomeriggio del 7 marzo sono stati ascoltati alcuni componenti della
IV Commissione consiliare del Comune di Terni, i rappresentanti di Usl Umbria 2 e i
rappresentanti sindacali di Ast.

Il presidente della IV Commissione, Thomas De Luca, ha riferito in merito alla relazione
sulle contaminazioni da diossina. De Luca ha inteso sottolineare ritardi delle diverse
istituzioni nell’affrontare il problema della contaminazione, evidenziando che il primo
riscontro di non conformità dei campioni agroalimentari è avvenuto nel 2012, mentre
l’ordinanza del Comune di Terni è arrivata nel 2016 a causa di lentezze e mancata
comunicazione tra istituzioni. Nonostante l’ordinanza risulti ancora vigente, De Luca ha
sostenuto che nel corso degli anni successivi non è stata effettuata un’adeguata attività di
controllo sul suo rispetto.

Sulle contaminazioni da diossina hanno riferito anche i rappresentanti di Usl Umbria 2,
dando informazioni sui piani di campionamento delle produzioni alimentari inizialmente in
prossimità dell’area Sin e poi nella conca ternana. Il direttore del dipartimento Prevenzione
Guglielmo Spernanzoni ha detto di aver più volte sollecitato la convocazione del tavolo
istituzionale sul tema con la presenza di tecnici in grado di interpretare i dati, ma senza alcun
risultato dal 2016 ad oggi. Ubaldo Bicchielli, responsabile Epidemiologia di Usl Umbria 2 ha
invece spiegato di aver istituito un gruppo interdisciplinare in materia di epidemiologia, ma
di non essere riuscito a ottenere finanziamenti regionali per uno studio sul tema. Adesso è
in corso uno studio, finanziato però con risorse di un ente privato.

La giornata si è conclusa con l’audizione dei sindacati Ast. I rappresentanti delle
organizzazioni sindacali hanno parlato dei problemi di salute dei lavoratori derivanti dalla
presenza di amianto nello stabilimento nei decenni passati, quando quel materiale era in
uso. Allo stesso tempo, si sono detti convinti che la fabbrica possa convivere con il territorio
a patto che l’azienda segua anche a Terni i migliori standard ambientali del gruppo in
Europa.

«A Terni abbiamo trovato un quadro complesso, con situazioni di inquinamento
significative per le quali tuttavia non si sono ancora individuati con certezza i responsabili.
È il caso dell’acqua contaminata da cromo VI fuoriuscita dalla galleria del Tescino, o della
contaminazione da diossina rilevata nei cibi dal 2012. Una situazione che alimenta la
preoccupazione dei cittadini. Finita la missione a Terni il nostro impegno continua.
Naturalmente al momento non ci sono conclusioni della Commissione: lavoreremo per
indagare lo stato della conca ternana e stimoleremo le diverse istituzioni in ritardo a fare la
loro parte», ha dichiarato il presidente della Commissione Ecomafie Stefano Vignaroli.

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