Audizione del presidente dell’unità di coordinamento per il contrasto dei roghi dei rifiuti Fabrizio Curcio

COMUNICATO STAMPA

Roma, 13 giugno 2019 – La Commissione parlamentare di inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti e su illeciti ambientali ad esse correlati oggi ha audito il presidente dell’unità di coordinamento presso la Presidenza del Consiglio per l’attuazione del piano d’azione per il contrasto dei roghi dei rifiuti, Fabrizio Curcio.

Curcio ha spiegato come stanno procedendo le attività di coordinamento per l’attuazione del piano d’azione. Al momento questo riguarda solo il territorio della Campania, ma tale modello di coordinamento territoriale potrebbe in futuro espandersi ad altre aree del Paese. L’audito ha riferito della possibilità di estrapolare best practice e azioni messe in atto in Campania per condividerle sul territorio nazionale. Nello specifico, Curcio ha dichiarato che in questo ambito verrà fatta una proposta da inviare alla Conferenza Stato-Regioni, affinché il coordinamento territoriale tra chi ha la responsabilità della filiera ordinaria, chi ha la responsabilità del controllo e chi della repressione trovi una forma omogenea in tutte le regioni del Paese.

Curcio ha dichiarato che si è osservato un aumento dei rifiuti abbandonati in corrispondenza con la rimodulazione della vigilanza dell’Esercito sul territorio campano, con un aumento della vigilanza statica a presidio degli impianti riducendo quella dinamica sul territorio. In vista della stagione estiva, ha dichiarato Curcio, è in corso di formalizzazione un aumento degli uomini dell’Esercito assegnati alle prefetture di Napoli e Caserta, proprio con lo scopo di potenziare la vigilanza itinerante. L’audito ha riferito che l’obiettivo di medio e lungo termine non è tuttavia l’aumento del personale militare e delle forze di polizia a presidio degli impianti, ma la responsabilizzazione del territorio.Per quanto riguarda l’obbligo dei piani di emergenza interna (disposti dagli impianti) ed esterna (messi a punto dai prefetti) previsto dalla legge 132/2018, Curcio ha riferito delle istanze di chiarezza emerse da incontri sul territorio con le prefetture. È infatti emersa la necessità, ha dichiarato Curcio, che vengano meglio definite le tipologie di impianto di stoccaggio e lavorazione rifiuti sottoposte a questo obbligo di legge.

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