Audizione del presidente dell’Anac Raffaele Cantone

COMUNICATO STAMPA

Roma, 30 gennaio 2019 – La Commissione parlamentare di inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti e su illeciti ambientali ad esse correlati questa mattina ha audito il Presidente dell’Autorità nazionale Anticorruzione Raffaele Cantone. Cantone ha delineato i diversi punti critici che al momento affliggono gli appalti pubblici nel settore dei rifiuti. «Si osservano spesso bandi di gara caratterizzati dal meccanismo dell’abito su misura, con l’indicazione sostanzialmente di chi dovrà vincere», ha dichiarato Cantone. A questo aspetto va aggiunto il fatto che «il sistema delle proroghe dura da anni e anni. Ci sono operatori ormai consolidati che danno per scontato che un affidamento temporaneo sia diventato un monopolio definitivo». Una delle soluzioni è «dividere gli appalti in lotti: costruire un appalto unico per un intero Ato o Aro è un’impresa ai limiti dell’impossibile. Si tratta di aree molto grandi con esigenze molto diverse al loro interno e dove solo pochi operatori sono in grado di offrire un servizio su così larga scala».Il presidente di Anac ha poi parlato della «massiccia infiltrazione delle organizzazioni criminali negli appalti pubblici del settore rifiuti: ci sono numeri elevatissimi di imprese sottoposte a interdittiva antimafia che tuttavia rimangono a dover operare sul territorio perché non c’è alternativa».

Cantone ha anche toccato il tema dell’introduzione negli appalti dei Criteri ambientali minimi (Cam), obbligatoria per legge ma nei fatti ancora molto eterogenea nel nostro Paese: «I Cam sono un passaggio epocale negli appalti ma richiedono oneri rilevantissimi per la loro implementazione. Se qualcuno oggi provasse a imporre i Cam, il sistema degli appalti sarebbe bloccato. Dobbiamo mettere in condizioni gli enti locali di renderli attuabili».

«In tutti i nostri filoni d’inchiesta terremo alta la guardia sul tema della corruzione e degli appalti irregolari: gare su misura, proroghe, affidamenti diretti perpetuano gli illeciti e ingessano il settore», ha dichiarato il presidente della Commissione Ecomafie Stefano Vignaroli. Sul tema dei Cam, Vignaroli ha dichiarato: «Crediamo nel grande potenziale dei Criteri ambientali minimi, che indirizzando la domanda pubblica possono orientare le imprese verso pratiche di maggiore sostenibilità, a partire dall’utilizzo di materie riciclate. In questo senso, ci faremo promotori di attività che facilitino l’applicazione dei Cam». «Raffaele Cantone», ha concluso Vignaroli, «ci ha lasciato approfondimenti sui filoni territoriali e i principali temi che stiamo affrontando in Commissione, come roghi di rifiuti, interdittive antimafia e fidejussioni. In merito a queste ultime, bisogna accertare se rappresentino strumenti efficaci».

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