Audizione del direttore del dipartimento Ambiente e Salute dell’Iss Eugenia Dogliotti

COMUNICATO STAMPA

Roma, 17 luglio 2019 – La Commissione parlamentare di inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti e su illeciti ambientali ad esse correlati (Commissione Ecomafie) ha audito oggi il direttore del dipartimento Ambiente e Salute dell’Istituto Superiore di Sanità (Iss) Eugenia Dogliotti.

Dogliotti ha riferito in merito alle conoscenze scientifiche attuali sugli effetti sulla salute della contaminazione da sostanze perfluoroalchiliche (Pfas). L’audita ha spiegato che l’Agenzia europea per la sicurezza alimentare (Efsa), in una revisione pubblicata nel 2018 che ha preso in considerazione numerosi studi epidemiologici internazionali, ha individuato un’associazione causale tra l’esposizione ai Pfas ed effetti sulla risposta anticorpale dopo la vaccinazione, livelli più elevati di colesterolo e livelli nel siero dell’enzima alanina transferasi. L’Efsa ha invece ritenuto insufficienti le evidenze di una correlazione tra esposizione ai Pfas e, tra gli altri, difetti nello sviluppo, neurotossicità, malattie del fegato, cancro. In merito all’associazione tra esposizione a Pfas e tumori, Dogliotti ha spiegato che l’Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro (Iarc), ente competente in materia, ha classificato i Pfoa (una tipologia di Pfas) come possibili cancerogeni (classe 2B). In merito ad approfondimenti scientifici in corso, l’audita ha spiegato che la Regione Veneto ha promosso due progetti di ricerca su tossicocinetica dei Pfas e sul rapporto tra dose interna e salute. Secondo quanto riferito, non è invece mai partito lo studio di coorte residenziale sul nesso tra esposizione esterna, dose interna ed effetti sulla salute per ogni residente, previsto dalla delibera di giunta regionale n. 661 del 2016.

Dall’audizione è emerso che l’Iss al momento si sta occupando di effetti sulla salute della contaminazione da Pfas solo in Veneto. In altre regioni, l’Iss sta lavorando con i gestori del servizio idrico per l’attuazione dei piani di sicurezza per l’acqua, mentre non sono in corso indagini epidemiologiche in aree della Toscana o del Piemonte per le quali i rappresentanti di Ispra hanno segnalato in audizione situazioni di contaminazione da Pfas. Per quanto riguarda le soglie di concentrazione nell’acqua potabile, l’audita ha spiegato come a livello internazionale le valutazioni di diverse agenzie stiano portando a valori molto diversi. Secondo quanto riferito, la continua produzione di nuove evidenze scientifiche rende necessaria una periodica rivalutazione della tossicità dei Pfas e della congruità dei valori guida proposti.

«L’inquinamento da Pfas è un problema complesso e sottovalutato. In Veneto, come noto, la contaminazione tocca picchi altissimi. Allo stesso tempo, anche in altre parti del territorio italiano non si deve sottovalutare la questione. Dall’audizione è anche emerso che la ricerca sui nuovi Pfas a catena corta, per i quali al momento non esistono tecniche di abbattimento consolidate, è ancora indietro. Auspico che questi studi vadano avanti, per arrivare presto a una conoscenza più approfondita dell’argomento», dichiara il presidente della Commissione Ecomafie Stefano Vignaroli.

Guarda il video dell’audizione

Leggi il resoconto stenografico dell’audizione

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