Audizione del Comandante generale della Capitaneria di porto-Guardia costiera Giovanni Pettorino

COMUNICATO STAMPA

Roma, 5 febbraio 2019 – La Commissione parlamentare di inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti e su illeciti ambientali ad esse correlati questo pomeriggio ha audito il Comandante generale della Capitaneria di porto-Guardia costiera Giovanni Pettorino. L’ammiraglio Pettorino ha delineato un quadro generale delle attività di tutela ambientale portate avanti dal Corpo. In particolare, rispetto alle attività di polizia ambientale, «nel 2018 sono stati contestati 491 illeciti amministrativi e acquisite 131 notizie di reato», ha spiegato Pettorino. «Con riferimento al ciclo dei rifiuti, solo l’anno scorso sono stati effettuati 62 sequestri penali per oltre 210 tonnellate di rifiuti. Sono state acquisite 95 notizie di reato, deferendo all’autorità giudiziaria 137 soggetti per aver esercitato attività illecite connesse al ciclo dei di rifiuti. Inoltre, sono state elevate 58 sanzioni amministrative per un valore di circa 237 mila euro», ha proseguito Pettorino.

L’ammiraglio ha illustrato anche le attività legate al contrasto dell’inquinamento marino: «L’Italia è protesa verso il Mediterraneo, che impiega un secolo per il ricambio delle proprie acque. Tempi lunghi che quindi rendono l’inquinamento un tema particolarmente sensibile». Questa contaminazione dei mari però non arriva più da attività che si svolgono in mare, ma piuttosto da quelle condotte sulla terraferma: «I sistemi di controllo e di monitoraggio del traffico marittimo oggi impediscono o scoraggiano l’adozione di condotte dannose verso l’ecosistema marino. Tale sistema di tracciamento, tuttavia, appare ben più complesso e di difficile realizzazione per i rifiuti generati in ambito terrestre: in un certo senso, stiamo assistendo a una “territorializzazione dei mari”», ha spiegato Pettorino.

Tra le carenze normative che oggi rendono più difficile l’azione della Guardia costiera, l’ammiraglio Pettorino ha indicato l’assenza del decreto interministeriale in attuazione di una norma di 11 anni fa: «Il contributo delle Capitanerie di porto potrà risultare di ulteriore utilità quando, in attuazione dell’art. 8-bis del decreto legge 23 maggio 2008, n° 92, convertito in legge 24 luglio 2008, n°125 sarà possibile accedere al centro elaborazione dati del ministero dell’Interno per conoscere, ad esempio, se il soggetto imprenditoriale che richiede l’autorizzazione ad imbarcare una determinata merce o un quantitativo di rifiuti abbia precedenti specifici o sia già stato indagato per traffico illecito di rifiuti».

Pettorino ha chiuso l’audizione ricordando il capitano Natale De Grazia, morto nel dicembre del 1995 mentre indagava sui traffici clandestini ed illeciti di rifiuti effettuati da navi mercantili.

«Ringrazio per la disponibilità l’ammiraglio Pettorino. La Commissione si occuperà dell’inquinamento del mare partendo dall’origine, lavorando insieme a Capitaneria di Porto e Guardia costiera. Un aspetto fondamentale su cui indagheremo riguarda la depurazione delle acque, perché i reflui non depurati o mal depurati rappresentano poi fonti di contaminazione delle acque marine. Su questo fronte l’Italia ha ancora falle significative ed è sotto procedura di infrazione europea», ha dichiarato il presidente della commissione Ecomafie Stefano Vignaroli.

Guarda il video dell’audizione

Leggi il resoconto stenografico dell’audizione

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