AttiVaItalia: il decreto Sblocca Italia a 5 stelle

Si tiene il 9 ottobre 2014 alle ore 11.30, presso la sala stampa della Camera dei Deputati, la conferenza di presentazione del NOSTRO decreto “Sblocca Italia”, un documento che MAI potremo vedere all’interno dell’iter parlamentare. Perchè? E’ sensato ed etico!

Per sbloccare davvero il Paese

Ecco l’AttiVaItalia del MoVimento 5 Stelle

Durante l’incontro, parlerò dell’art. 35 proposto dal Governo, che contiene una serie di disposizioni finalizzate alla realizzazione di una rete nazionale di impianti di recupero energetico dei rifiuti. Per essere più semplici: inceneritori! Appare evidente che l’intento del Governo sia quello di strutturare il sistema di gestione dei rifiuti  quasi esclusivamente sull’uso del  trattamento termico. Ciò accade, nonostante nell’ambito della rigida gerarchia indicataci dall’Unione Europea in merito alla gestione dei rifiuti e cristallizzata nell’art. 4 della direttiva 2008/98/ce, l’incenerimento occupi  il penultimo gradino.

Perseguendo la strada indicataci dalla maggioranza, calpesteremmo non solo le autonomie locali, ma anche e soprattutto le buone pratiche realizzate nei territori.

COMUNICATO STAMPA

Roma, 9 ottobre – Un miliardo di euro speso in riqualificazione energetica genera fino a 17 mila posti di lavoro.

Gli stessi fondi, dirottati in grandi opere, crea meno di mille posti di lavoro.

Voi, dove li investireste i vostri soldi?

I parlamentari delle Commissioni Ambiente di Camera e Senato hanno riscritto il decreto Sblocca Italia, con punti di vista diametralmente opposti a quelli che hanno fatto emanare al governo un decreto che fa piombare l’Italia in un Medioevo energetico, sociale, urbanistico, economico, ambientale. È il nostro #AttiVaItalia.

Rigettiamo completamente quello che abbiamo definito decreto #SfasciaItalia. E non siamo i soli: sono numerosi i comuni e le regioni che hanno depositato mozioni o risoluzioni contro il testo voluto da Renzi. L’ultima, in ordine temporale, la Lombardia (in allegato). Molti di questi documenti, presentati da consiglieri M5S, sono stati votati poi all’unanimità.

Oltre la protesta, però, ecco la proposta del MoVimento 5 Stelle.

Se fossimo al governo, su rifiuti, energia, opere pubbliche, beni comuni e bonifiche agiremmo in maniera diametralmente opposta.

E con l’AttiVaItalia lo mettiamo nero su bianco.

Il governo incrementa, facilita e anzi incoraggia le trivellazioni? Noi partiamo dai numeri: per ogni miliardo investito nelle energie fossili  si creano 500 posti di lavoro

Per ogni miliardo nelle rinnovabili come solare e fotovoltaico i posti di lavoro salgono a 3000.

La prima grande opera pubblica di cui necessita il Paese è la riqualificazione energetica degli edifici: con gli stessi soldi immaginati dal governo per inutili tunnel, opere che mettono a rischio il territorio fragile, che non sono necessarie al territorio ma soltanto ai soliti appalti (semplificati) per i soliti amici degli amici, noi apriremmo migliaia di micro-cantieri diffusi nelle città.

Capitolo rifiuti: nello SfasciaItalia ci sono nuovi inceneritori, rifiuti che viaggiano per il Paese per dare nuova linfa a impianti che, in presenza di raccolta differenziata spinta, sono a corto di carburante, e che continuiamo a incentivare in bolletta.

Noi siamo per la politica di riduzione dei rifiuti, anche quelli organici attraverso sconti della tariffa a chi pratica l’autocompostaggio così come indicatoci dalle linee guida europee per la prevenzione dei rifiuti;
contro la proliferazione degli imballaggi reintrodurremmo il vuoto a rendere, mediante cauzione, finalizzato al riuso circolare degli imballaggi stessi  attraverso la creazione di una filiera del riutilizzo. Bisogna individuare e censire nell’intero territorio nazionale tutti gli impianti dove vengono svolte attività di preparazione per il riutilizzo, di pre-selezione meccanica, di compostaggio e autorizzandone di nuovi per perseguire, ancora una volta, gli obiettivi europei. Nel nostro piano, riteniamo strategici gli impianti di piccole e medie imprese che recuperano materia dai rifiuti urbani (sia da raccolta differenziata che indifferenziata residuale ) che devono essere autorizzati in via prioritaria e con la riduzione dei tempi previsti garantendo l’autosufficienza nazionale del recupero di materia.

Con l’articolo 7 lo SfasciaItalia bypassa il referendum e privatizza l’acqua. Nell’Italia che vorremmo l’acqua è un bene comune. Vogliamo fare ripartire i piani di gestione e tutela delle acque basati sui bacini idrici

Volete sbloccare davvero l’Italia?

Il MoVimento 5 Stelle sa come fare.

Il 15 ottobre, tutti a Roma

 

Il governo sentirà forte la voce della protesta contro lo #SfasciaItalia il 15 ottobre: arriveranno a Montecitorio da tutta Italia comitati, associazioni, cittadini, esponenti di enti locali.

In contemporanea, Wwf, Legambiente, Greenpeace con il supporto del MoVimento 5 Stelle, in una conferenza stampa alla Camera ribadiranno il no al decreto delle trivelle, degli inceneritori, dell’acqua privatizzata, delle colate di cemento, semplificazioni degli appalti e false bonifiche.

Un’altra Italia è necessaria.

 

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