Arsenico, nichel, piombo e zinco nel Rio Galeria: articolo su “Il Tempo”

Roma, 5. 03. 2014

Si allarga lo scandalo sull’acqua avvelenata a Roma. Oggi ” Il Tempo” ha pubblicato un’analisi dell’Arpa sul Rio Galeria, che riporto di seguito.

Analisi choc: petrolio e arsenico nel Rio Galeria.

I risultati dell’Arpa dopo il disastro alluvione. Più inquinato a valle che vicino alla raffineria

Arsenico, nichel, piombo e zinco: stando alle ultime rilevazioni dell’Arpa il Rio Galeria è più “contaminato” a valle che nei pressi della raffineria, terreni posti sotto sequestro in seguito all’alluvione che, tra gli altri danni, ha anche provocato la dispersione di idrocarburi e rifiuti ospedalieri del vicino inceneritore Ama. Mentre prosegue la bonifica delle aree, in capo alla raffineria, dall’Arpa arrivano gli esiti degli ultimi controlli disposti appunto dopo quel disastro, effettuati il 3 febbraio scorso nella zona denominata «fosso Rio Galeria» sotto la supervisione dei vigili dell’XI gruppo e trasmessi, lunedì, ai vari organi competenti, dall’Asl al Comune di Roma.

Come si legge nella relazione si sono prelevati, in particolare, due campioni. Rispetto all’acqua dell’affluente del Rio Galeria, subito dopo «lo sbarramento assorbente posizionato dalla raffineria», si evidenziano «presenza di idrocarburi pesanti pari a 0.8 mg/L (milligrammo per litro, ndr), nonché la presenza di arsenico pari a 4µg/L (microgrammo per litro), piombo (2 µg/L) e solventi organici aromatici (4 µg/L)». Si continua così con l’analisi dell’altro prelievo, sempre del Rio Galeria ma «a valle dell’immissione dell’affluente», dove «il valore della concentrazione degli idrocarburi leggeri e pesanti – scrive sempre l’Arpa Lazio – risulta inferiore al limite di rilevabilità, mentre risultano presenti arsenico (12 µg/L), nichel (2 µg/L), piombo (29 µg/L), zinco (40 µg/L) superiori ai valori riscontrati nell’altro campione» ad esclusione dei solventi organici aromatici (3 µg/L). Ora, già durante i giorni dell’alluvione lo sversamento di idrocarburi, così come quello di rifiuti ospedalieri, era evidente, ben visibile a occhio nudo che è anche la ragione per cui i residenti si sono affrettati a denunciare tutto in vari esposti, tra gli altri quello del parlamentare 5 Stelle Stefano Vignaroli riferiva «dei gravi fatti accaduti nella raffineria e nell’impianto di incenerimento di rifiuti ospedalieri Ama in seguito all’alluvione», allegando «fotografie consegnate ai magistrati in cui si vedono sacche di sangue, siringhe e altri rifiuti ospedalieri che galleggiano sull’acqua a Valle Galeria». La Procura di Roma si è quindi mossa ipotizzando il reato di «getto pericoloso di cose», indagine aperta come detto in seguito alla documentazione raccolta direttamente dalla popolazione e che necessariamente si affianca al filone che ha già portato ai domiciliari il boss di Malagrotta, Manlio Cerroni, assieme ad altre sei persone. Nel frattempo, qualcosa si è mosso.

Nonostante le aree in cui si sono verificati i fatti restino sotto sequestro, i sigilli sono stati rimossi proprio per avviare le operazioni di bonifica che, per quanto riguarda la raffineria, stanno continuando sotto la supervisione di Arpa. Ama, dal canto suo, già due giorni dopo l’emergenza aveva fatto sapere di aver «completamente ripulito lo stabilimento, tornato agibile», precisando che «all’interno dell’impianto i rifiuti ospedalieri vengono quotidianamente trattati seguendo tutte le prescrizioni di legge e rispettando le normative di sicurezza vigenti».

Al Comune di Roma si attendono gli esiti, poi, della campionatura che sempre Ama dovrebbe ultimare. Tornando al Rio Galeria, per i residenti i valori riscontrati non sono certo una sorpresa: «Scorre attaccato a Malagrotta – commentano – finalmente si inizia ad analizzare cosa c’è dentro ma noi aspettiamo ancora la bonifica». Un punto su cui del resto insiste anche il minisindaco del municipio, Cristina Maltese: «Secondo il principio del “chi inquina ripara” la raffineria ha avviato le operazioni di bonifica – aggiorna la Maltese – le analisi fortunatamente non rilevano presenza di idrocarburi nella falda, come abbiamo temuto inizialmente, comunque resta in vigore l’ordinanza di divieto di approvvigionamento per il bestiame o l’irrigazione dei campi: questa alluvione ha messo ancora più in evidenza la fragilità del luogo nel suo complesso, è necessario avviare una riqualificazione».

Erica Dellapasqua

http://www.iltempo.it/roma-capitale/2014/03/05/analisi-choc-petrolio-e-arsenico-nel-rio-galeria-1.1226113

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