Audizione del procuratore nazionale antimafia Federico Cafiero de Raho

COMUNICATO STAMPA

Roma, 29 maggio 2019 – La Commissione parlamentare di inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti e su illeciti ambientali ad esse correlati oggi ha audito il procuratore nazionale antimafia Federico Cafiero de Raho, accompagnato dal sostituto procuratore Eugenia Pontassuglia, responsabile del polo Criminalità ambientale della Direzione Nazionale Antimafia.Il procuratore Cafiero de Raho ha riferito in merito alle attività di coordinamento della Dna, tra le cui competenze, per quanto riguarda i reati legati ai rifiuti, rientra esclusivamente il traffico organizzato di rifiuti. A questo proposito, il procuratore ha evidenziato l’importanza di trasformare in delitti gli attuali reati contravvenzionali legati ai rifiuti (gestione non autorizzata e traffico illecito di rifiuti). Trattandosi di contravvenzioni infatti, ha spiegato Cafiero de Raho, questi vengono trattati dalle procure ordinarie, senza un coordinamento e un obbligo di comunicazione alla Dna.

Quest’ultima, ha riferito de Raho, in qualità di centrale di coordinamento ha una banca dati alimentata dalle Dda fin dal momento dell’iscrizione della notizia di reato. Il procuratore ha inoltre segnalato la necessità che i reati riguardanti i rifiuti passino dalle competenze del giudice monocratico a quelle del giudice collegiale. In merito agli incendi negli impianti di trattamento e stoccaggio di rifiuti, il procuratore ha evidenziato anche su questo fronte una mancanza di coordinamento a livello della magistratura inquirente: questo, ha riferito l’audito, causa una dispersione degli elementi e rende difficile mettere in collegamento i diversi episodi.

Cafiero de Raho ha dichiarato che sul fronte degli incendi si dovrebbe valutare l’esigenza di un coordinamento centralizzato, considerando anche che oggi le imprese dei rifiuti svolgono la loro attività in più regioni, infiltrandosi anche in società per azioni. Rispetto agli accertamenti effettuati dalle prefetture sulle aziende in ordine all’iscrizione in white list, Cafiero de Raho ha dichiarato che sarebbe necessaria una norma che faccia rientrare tra i reati ostativi anche quelli ambientali.

«Ringrazio la Dna e il procuratore Cafiero de Raho per il prezioso lavoro di coordinamento nel contrasto alla criminalità ambientale e per la documentazione depositata in Commissione sui nostri temi d’inchiesta. L’attività di coordinamento potrebbe rafforzarsi con alcune delle modifiche normative auspicate dal procuratore, che rappresentano degli utili spunti per l’attività legislativa. Per la lotta all’illegalità nel settore rifiuti serve puntare su strumenti efficaci e conoscenze specializzate e condivise sul fronte investigativo e inquirente», ha dichiarato il presidente della commissione Ecomafie Stefano Vignaroli.

Guarda il video dell’audizione

Leggi il resoconto stenografico dell’audizione

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