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Proposta riciclo plasmix: da rifiuto a risorsa

 

PROPOSTA RICICLO PLASMIX: DA RIFIUTO A RISORSA

Il MoVimento 5 Stelle ha presentato l’Atto Camera 4502, di cui sono il primo firmatario, che prevede un fondo per aiutare i Comuni ad arredare le città e dare un vero impulso alle imprese che gestiscono virtuosamente gli scarti delle plastiche, trasformandoli in manufatti e sottraendoli all’incenerimento come attualmente avviene. Il provvedimento introduce, inoltre, l’insegnamento dell’educazione ambientale nei programmi didattici delle scuole.

Interessati alla mia proposta Legambiente, Corepla e soprattutto alcune imprese del settore che hanno contribuito attivamente alla stesura di questa iniziativa legislativa di buon senso. Anche il PD ha dichiarato che a breve presenterà una proposta di legge simile.

I 300 milioni di euro previsti dal provvedimento per finanziare il fondo istituito non sono pochi, ma si tratta del medesimo importo attualmente destinato agli incentivi per gli inceneritori. Il Governo, inoltre, alla luce degli obblighi previsti dall’Accordo di Parigi sul clima, sarà chiamato a rivedere i sussidi ambientalmente dannosi. Un tesoretto nel quale attingere in maniera finalmente virtuosa. Si può fare, basta volerlo!

Usiamo la plastica per gli arredi urbani e basta inceneritori.

Quello che il sistema considera uno scarto da bruciare o mettere in discarica è potenzialmente materia con cui arredare le nostre città. Parliamo delle plastiche eterogenee leggere (in gergo denominato plasmix), come pellicole, film, buste, utilizzate negli imballaggi, ad esempio, di cui sono pieni gli scaffali dei supermercati. Sono plastiche in aumento rispetto a quelle nobili (Pet delle bottiglie e flaconi che hanno una filiera del riciclo già avviata) e il loro smaltimento è di pertinenza dei comuni. E qui i nodi vengono tutti al pettine: in genere queste plastiche vengono accumulate per essere incenerite.

Recentemente i Comuni hanno sollevato il problema dell’accumulo di questo materiale e la Fise, l’associazione delle imprese private gestori rifiuti, hanno preso la pala al balzo chiedendo più inceneritori. Le plastiche raccolte aumentano e gli impianti di incenerimento scarseggiano, secondo loro. Ho scritto all’Anci per spiegare che un’altra strada è possibile. Queste plastiche, considerate dal sistema come scarti da bruciare, possono, invece, tornare a diventare materia. Infatti l’industria moderna riesce a trasformare queste plastiche in arredi urbani, ad esempio. Ma c’è un problema: gli inceneritori prendono incentivi per bruciare questi tipi di plastiche (sulla produzione energetica), chi le recupera in materia no. Purtroppo costruire manufatti con queste plastiche costa mediamente il 20% in più rispetto alle plastiche vergini. Questa proposta di legge tende ad eliminare questa concorrenza sleale e far crescere un nuovo e virtuoso mercato del recupero materia.

Aiutiamo i comuni e arrediamo le città con un’unica proposta.

La proposta di legge del MoVimento 5 Stelle prevede, inoltre, il credito di imposta per le aziende che utilizzano queste plastiche. Anche per le industrie dell’auto, ad esempio. Il mercato virtuoso del recupero materia esploderà e gli inceneritori si svuoteranno. Come alimentare il fondo? Spostando gli incentivi dagli inceneritori. Semplice no?

 

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