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Discarica Bussi: confusione e nessuna certezza per le bonifiche

Discarica Bussi: confusione e nessuna certezza per le bonifiche

Il 26 maggio abbiamo audito, presso la Commissione bicamerale di inchiesta sui rifiuti, i rappresentanti di Edison, Solvay e Arta Abruzzo sul futuro delle bonifiche a Bussi, in provincia di Pescara, una delle più grandi discariche d’Europa. Ho avuto l’opportunità di incalzarli con puntuali domande per le cinque ore di durata dell’incontro. E nelle risposte si sono man mano palesati i tratti di un dramma dai toni surreali, che non lascia intravedere nulla di buono.

Nonostante sia in vista la stipula di un accordo di programma, con una controparte privata come Solvay, lo Stato pare ignorare elementi di conoscenza di fondamentale importanza come i contenuti del contenzioso tra i due colossi Edison e Solvay in corso presso la Camera di commercio di Ginevra proprio su Bussi, oppure i contenuti della compravendita del sito di Bussi tra le due aziende.

Ci domandiamo, ad esempio, se nella compravendita del 2001 sono state considerate somme da destinare alla futura bonifica? Solvay nega, Edison conferma e parla di alcune decine di milioni di euro.

Incredibile il dissidio tra Arta e Commissario Goio, con l’Agenzia fortemente critica rispetto all’efficacia degli interventi commissariali per la messa in sicurezza della discarica Tremonti come la palancolatura. Addirittura l’Arta afferma di non conoscere i punti di prelievo dei campioni che Goio manda all’Agenzia per le analisi.

La tragicommedia a danno dei cittadini raggiunge l’apice quando in questi giorni la Procura, grazie ad un esposto di un residente, incarica l’Arta di ispezionare le falde: l’Agenzia è costretta a fermarsi perché alcuni pozzi piezometrici sono di “proprietà” commissariale e quindi non ispezionabili dalla stessa.

Infine l’Arta ha anche ammesso che non sono state monitorate le aree lungo il Pescara che potrebbero essere state contaminate dai sedimenti inquinati provenienti da Bussi durante le esondazioni di un fiume.

Una situazione che non migliora se si prendono in esame le iniziative del Ministero dell’Ambiente che si è visto bocciare dal Consiglio di Stato l’ingiunzione fatta ad Edison di bonificare, con il risultato di aver perso due anni di tempo.

In queste condizioni appare veramente arduo ipotizzare la definizione di accordi veramente utili per la reindustrializzazione e soprattutto per la bonifica delle aree. Le questioni sollevate in Commissione non sono di poco conto, visto che ognuna di esse “vale” qualche milione di euro di fondi pubblici, risparmiati o spesi.

Il M5s continuerà ad approfondire gli elementi che stanno emergendo dalle audizioni per contribuire ad ottenere iniziative concrete per il risanamento dell’intera vallata del Pescara.

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