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Legge rifiuti 2.0

Legge rifiuti 2.0 – SINTESI

Legge rifiuti 2.0 – SINTESI

 

LEGGE RIFIUTI 2.0- AGGIORNAMENTI

Questa proposta di legge, presentata il 4 febbraio 2015, è stata pubblicata su LEX, dove sono stati raccolti i vostri suggerimenti e i  vostri contributi, per mettere in pratica quella meravigliosa intelligenza collettiva, che è alla base del nostro Movimento.

La nostra idea di corretta gestione dei rifiuti tiene conto della sostenibilità ambientale.

In particolare, per quanto riguarda la PREVENZIONE ( che è il punto chiave del problema rifiuti) sto portando avanti altre battaglie, come il vuoto a rendere, e la riforma del mercato usato.

 Nella nostra proposta di legge di riforma alla parte IV del  Testo Unico Ambientale, abbiamo cercato di dare maggiore coerenza alla normativa vigente in materia di rifiuti, seguendo le linee guida europee, riferendoci in particolare sia alla Direttiva 2008/98/CE, già recepita dal testo vigente attraverso il dlgs 205/2010, sia alla recentissima “Comunicazione della commissione al parlamento europeo, al consiglio, al comitato economico e sociale europeo e al comitato delle regioni “Verso un’economia circolare: programma per un’Europa a zero rifiuti”. Questo importante documento auspica il passaggio dal modello “prendi, produci, usa e getta» a quello più circolare incentrato sull’approccio «riutilizza, ripara, rigenera e ricicla».

La Direttiva europea 2008/98/Ce del 19 novembre 2008, detta una rigida gerarchia nella gestione dei rifiuti fondata su:

  • la prevenzione
  • il riutilizzo
  • il riciclaggio
  • il recupero dei materiali
  • lo smaltimento dei rifiuti.

Stabilisce che entro il 2015, gli Stati membri dovranno istituire regimi di raccolta differenziata almeno per la carta, il metallo, la plastica e il vetro; inoltre,entro il 2020, dovranno essere adottate le misure affinché la preparazione per il riutilizzo e il riciclaggio dei rifiuti domestici di carta, metallo, plastica e vetro (e, possibilmente, di altra origine) sia aumentata complessivamente almeno del 50% in termini di peso. Per rafforzare la prevenzione, il riutilizzo, il riciclaggio e il recupero dei rifiuti, gli Stati membri potranno adottare misure legislative o non legislative volte ad assicurare che qualsiasi persona fisica o giuridica che professionalmente sviluppi, fabbrichi, trasformi e tratti, venda o importi prodotti (produttore del prodotto) sia soggetto ad una responsabilità estesa.

La nostra proposta di legge si ispira oltre che alla Direttiva 2008/98/Ce anche e soprattutto alle finalità perseguite dalla Comunicazione “ Verso un economia circolare” e si fonda sul concetto della prevenzione dei rifiuti. Infatti, ridurre i rifiuti significa produrre meno ed in modo sostenibile. Per questa ragione, abbiamo introdotto nel testo sia il concetto di sostenibilità ambientale che il metodo dell’analisi del ciclo di vita di un prodotto ( LCA)

Qui il link istituzionale su cui potrete seguire l’iter completo della legge e questo é il link di Open Parlamento.

I punti più importanti della legge sono sintetizzati in questo schema:

1)   PREVENZIONE e RIUTILIZZO

  • rafforzare i principi a cui la gestione dei rifiuti deve attenersi, ossia prevenzione, riuso, riciclaggio, riprogettazione industriale dei prodotti, per fare in modo che essi siano smontabili e facilmente riciclabili in perfetta linea con lo slogan riutilizza, ripara, rigenera e ricicla della Comunicazione verso un’economia circolare.
  • ottimizzare il diritto di accesso alle informazioni dei cittadini, offrendo loro maggiori possibilità di partecipazione alle conferenze dei servizi e ai processi decisionali dei vari enti;
  • “fabbriche di materiali”: istituire centri di ricerca per la prevenzione dei rifiuti e la riprogettazione dei prodotti e centri di riparazione e riutilizzo, in cui la merce in entrata non viene classificata come rifiuto.. Con il termine “riprogettazione”s’intende il processo che comporta lo studio dei materiali a valle di tutte le operazioni di prevenzione, preparazione per il riutilizzo e il riciclaggio. Attraverso questo processo si possono individuare le criticità e le caratteristiche che sono state la causa della trasformazione di quel determinato prodotto in rifiuto. Così è possibile contrastare anche “l’obsolescenza programmata”, cioè quella pratica commerciale scellerata che rende un prodotto intenzionalmente limitato. Questi centri saranno esclusivamente sotto controllo pubblico e provvederanno anche ad insegnare ai cittadini, amministratori pubblici come si deve gestire correttamente un rifiuto, attraverso campagne di sensibilizzazione ed informazione. Col termine “riparazione” s’intende quel processo industriale e/o artigianale che ripristina in un oggetto la sua funzione originaria, prevenendone la trasformazione in rifiuto. Infatti, la riparazione è sempre preferibile rispetto al riciclaggio e al recupero di materia;
  • incentivare il recupero di materia, a discapito del recupero d’energia. Tutte le misure dirette al recupero dei rifiuti attraverso la prevenzione,il riutilizzo, il riciclaggio o ogni altra modalità di recupero di materia, sono incoraggiate rispetto all’uso dei rifiuti per il recupero d’energia. Tale  recupero d’energia, inteso come trattamento diverso dal riciclaggio, è previsto ed ammesso solo nei casi in cui venga dimostrato che non sia possibile procedere ad un’ulteriore selezione e recupero di materia e sia dimostrato il minor rischio possibile per la salute umana e per l’ambiente;
  • l’analisi del ciclo di vita ha la finalità di supportare l’eco-progettazione e la redazione di programmi di prevenzione dei rifiuti basati sulle migliori pratiche,per ridurre gli impatti derivanti dalla gestione dei rifiuti;
  • prevedere la responsabilità estesa del produttore, cioè la responsabilità operativa e finanziaria nei confronti del prodotto ed estesa anche alla fase del ciclo di vita del prodotto successiva al suo consumo. In pratica, la copertura dei costi del riciclo degli imballaggi non riutilizzabili dovrà ricadere sul produttore, quindi se proprio si deve produrre imballaggi, si farà in modo che possano essere riutilizzabili;
  • introdurre il sistema del “vuoto a rendere”, per  promuovere la restituzione e la riutilizzazione degli imballaggi in vetro, plastica e alluminio destinati all’uso alimentare e coinvolgere i produttori, gli utilizzatori, gli utenti finali ed i consumatori.

2)   RICICLO

  • stabilire una tariffazione puntuale, cioè il cittadino pagherà esclusivamente in rapporto alla quantità e qualità dei rifiuti che ha prodotto; in pratica, il corrispettivo dovrà essere rapportato alla quantità e qualità misurate dei rifiuti conferiti da ogni singola utenza;
  • stabilire obiettivi rigorosi di riciclaggio e ambiziosi ma fattibili obiettivi di raccolta differenziata;
  • dividere la fase della raccolta dei rifiuti dallo smaltimento,introducendo il principio della prevenzione del conflitto d’interesse nelle fasi di gestione dei rifiuti. Infatti, spesso capita che molte partecipate si occupino sia della raccolta che dello smaltimento e quindi spesso si è creato un conflitto d’interessi, perché chi ad esempio gestisce una discarica non avrà nessun interesse a realizzare una soddisfacente raccolta differenziata;
  • favorire la nascita di sistemi autonomi di gestione degli imballaggi in grado di operare in concorrenza con i Consorzi di filiera del CONAI;
  • prevedere un’aliquota IVA agevolata sui materiali e sui prodotti riutilizzati e sulle riparazioni, in modo da agevolare l’allungamento della vita utile degli oggetti e ritardare quanto più’ possibile la loro trasformazione in rifiuto;
  • introdurre l’obbligo per lo Stato di adottare su tutto il territorio nazionale colori e simboli uniformi per la distinzione dei contenitori per la raccolta differenziata dei rifiuti urbani;
  • stabilire obiettivi rigorosi di riciclaggio e ambiziosi ma fattibili obiettivi di raccolta differenziata;
  • adottare misure specifiche per incrementare il ricorso alla raccolta differenziata dei rifiuti urbani che deve essere autorizzata in ogni ATO, entro percentuali minime, in progressivo incremento da raggiungere entro un termine temporale:
  • almeno il settantacinque per cento entro il 31 dicembre 2016;
  • almeno l’ ottantacinque per cento entro il 31 dicembre 2020;
  • almeno il novantacinque per cento entro il 31 dicembre 2025. Se queste percentuali non verranno raggiunte, verrà applicata l’addizionale del 20% al tributo di conferimento dei rifiuti in discarica a carico dell’ATO, che ne ripartirà l’onere tra i Comuni del proprio territorio che non hanno raggiunto le percentuali previste;

3)   SMALTIMENTO

  • creare un’anagrafe dei rifiuti, attraverso cui sarà possibile conoscere regione per regione, con esattezza : l’ubicazione, la proprietà, la capacità nominale autorizzata ed infine la capacità tecnica delle piattaforme per il conferimento dei materiali raccolti in maniera differenziata, degli impianti di selezione del multi materiale, degli impianti di trattamento meccanico biologico, degli impianti di compostaggio, di ogni altro tipo di impiantistica riguardante il trattamento di rifiuti solidi urbani indifferenziati,
  • stabilire un piano di dismissione di inceneritori e discariche, per individuare con esattezza il numero di inceneritori presenti sul territorio nazionale, il numero di discariche di rifiuti urbani e speciali e l’eventuale fabbisogno nazionale di questi impianti. Quest’indagine conoscitiva servirà per evitare che vengano costruiti nuovi impianti che, oltre ai costi elevati, sarebbero inutili se in Italia si applicasse alla lettera la rigida gerarchia prevista nella gestione dei rifiuti. Se durante l’indagine si proverà che la capacità di questi impianti sia superiore al fabbisogno effettivo, entro 12 mesi  il Presidente del Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro dell’ambiente, predisporrà un piano di dismissione progressiva degli impianti partendo da quelli maggiormente impattanti sull’ambiente e sulla salute umana. La lista degli impianti inoltre dovrà essere aggiornata ogni 24 mesi. Sarà vietato inoltre presentare istanze per l’autorizzazione di nuovi impianti di smaltimento;
  • stabilire il divieto di smaltimento e di recupero d’energia dai rifiuti riusabili e non trattati: dal 1 gennaio 2020 sarà vietato lo smaltimento ed ogni altra operazione di recupero d’energia per i rifiuti riutilizzabili o riciclabili, comprese le biomasse non contaminate, gli rsu non selezionati e/o il loro residuo;
  • sancire il divieto di utilizzare le ceneri che derivano dagli impianti d’incenerimento e dalle centrali elettriche a carbone nei cementifici. Dette ceneri dovranno essere smaltite come rifiuti pericolosi secondo le normative vigenti in materia;
  • modificare la definizione del digestato di qualità che come noto deriva dalla digestione anaerobica o aerobica dei rifiuti organici. Nel digestato di qualità purtroppo si fa rientrare di tutto e non solo gli scarti organici; per questa ragione, abbiamo riscritto la definizione di cosa sia il digestato, eliminando il termine”di qualità”.

4)   REATI 

  • trasformare la contravvenzione penale in delitto della sanzione prevista dall’art. 256 che disciplina l’attività di gestione dei rifiuti non autorizzata, per risolvere il problema della prescrizione. Viene quindi proposta una conversione in delitto, seguendo lo schema dell’art.6 del Decreto-legge 6 novembre 2008, n.172 “decreto emergenza Campania”.

 

 

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