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Sicilia: disastro ambientale

Sicilia: disastro ambientale

Sicilia: disastro ambientale

19. 04. 2015

Dopo la missione effettuata il mese scorso sono tornato in Sicilia dal 13 al 17 aprile  con la Commissione parlamentare d’inchiesta sul ciclo illecito rifiuti, per approfondire la situazione della gestione dei rifiuti urbani delle province di Messina, Siracusa e Ragusa e dei  SIN, i siti d’interesse nazionale interessati dalle attività di bonifica. Abbiamo visitato le discariche di Mazzarà Sant’Andrea e di Siculiana, i SIN di Milazzo, di Gela e di Priolo, oltre che realizzare le audizioni di magistrati, rappresentanti delle forze dell’ordine e amministratori locali.

gela-industrie

“Ho visto e sentito cose che voi umani non potete neanche immaginare…” –questo diceva il protagonista nel celebre film “Blade Runner” e questo posso riassumere io sulla missione appena conclusa. Ex raffineria in condizioni precarie, sversamenti e perdite di idrocarburi diffuse, depositi di amianto abbandonati nei depositi e rimossi solo per l’intervento della Procura, discariche abusive e incontrollate, processi civili su malformazioni, malattie e incidenti tra i cittadini, controlli precari, bonifiche in ritardo, inquinamenti straficati nei decenni passati e inchieste che raramente arriveranno a punire i responsabili.  Questa la  drammatica REALTA’, che poi, in linguaggio istituzionale, si cerca di tradurre in espressioni più sfumate e politicamente corrette. Perciò, con un eufemismo, diciamo che nella gestione del ciclo dei rifiuti la Commissione d’inchiesta ha riscontrato forti criticità, collegate soprattutto alle infiltrazioni mafiose e alla presenza di reati ambientali. Ci sono situazioni già al centro di inchieste delle procure di Messina e Barcellona, per citare un esempio, poiché gli inquirenti lavorano da tempo al “business” delle discariche. Questi i numeri impressionanti delle criticità legate ai rifiuti SOLO nella provincia di Messina: cinquantadue discariche provvisorie, 124 discariche controllate, una lunghissima lista di siti considerati pericolosi, 2 dei quali inseriti nel piano delle bonifiche urgenti, per le quali la Sicilia è stata messa in mora dalla Comunità europea.

Durante le audizioni  svolte a Messina e Siracusa è emerso soprattutto il tema delle mancate bonifiche; in particolare la Procura di Siracusa ha sottolineato la debolezza dell’attuale legislazione, che prevede il reato di omessa bonifica come semplice contravvenzione, dando pochi poteri d’indagine alla magistratura.

In sintesi, queste le altre criticità emerse durante le audizioni:

– la presenza diffusa di amianto continua a rimanere un’emergenza e, potenzialmente, un problema non risolto in Sicilia. Inoltre si riscontra l’assenza di siti idonei di stoccaggio e smaltimento dell’amianto, che nei rari casi in cui è smaltito a norma, viene inviato fuori regione, con aggravio di spesa e sottrazione di risorse;

– le contaminazioni e le relative bonifiche delle aree delle industrie petrolchimiche e del cemento occupano diversi chilometri della costa siracusana e rappresentano le pesanti conseguenze di decenni di intensa attività industriale ad alto impatto ambientale. Inoltre le bonifiche hanno tempi d’intervento lunghi ed inadeguati, con comportamenti non sempre trasparenti;

–  l’Asp di Siracusa – che da anni conduce studi epidemiologici sulla popolazione residente nelle zone contaminate, ha confermato la relazione diretta tra l’inquinamento dell’aria e delle acque con l’aumento dell’incidenza di tumori e malformazioni, fornendo alla commissione i dati raccolti ed elaborati secondo criteri scientifici;

–  ci sono molti procedimenti penali aperti dalla procura di Gela sul polo dedicato alla raffinazione degli idrocarburi, che ha cessato le attività l’anno scorso. Gli impianti sono stati lasciati in uno stato d’ abbandono e si rileva anche una notevole compromissione delle falde acquifere. L’impatto ambientale sul territorio è in pratica così grave da far ipotizzare il disastro ambientale;

–  la frammentazione della gestione del ciclo integrato dei rifiuti, con un ricorso eccessivo allo strumento dell’ordinanza sindacale da parte della amministrazioni comunali;

–  la depurazione delle acque rimane un settore critico del sistema idrico regionale della Sicilia, già al centro di due sentenze della Corte di giustizia europea, di un recente parere della Commissione e oggetto di alcuni esposti.

Qualche domanda sorge spontanea: prima di arrivare a questo punto, i controlli dove erano? Le istituzioni dove erano?

Ora non rimane che provare a mettere piccole toppe a grandi errori….aria,acqua,suolo: in questo spicchio di terra bellissima ci sono tante delle contraddizioni del modello di “sviluppo” dell’uomo contemporaneo. Ma io non riuscirò mai  ad abituarmi ad assistere da spettatore allo scempio ambientale delle nostre  terre  e dei nostri meravigliosi mari.

RASSEGNA STAMPA:

vignaroli sicilia

http://www.dire.it/17-04-2015/6520-ecomafie-alto-impatto-di-discariche-e-aree-inquinate-a-priolo-milazzo-e-gela/

http://www.glpress.it/wordpress/?p=93101

http://www.tempostretto.it/news/ecomafie-rifiuti-dopo-visita-commissione-parlamentare-mappa-criticit-messina.html

GIORNALE DI SICILIA – ED. SIRA pag. 23 · 16-04-2015

BONIFICHE, ECCO LA COMMISSIONE PARLAMENTARE  [Apri PDF]

LA SICILIA – ED. CALTANISSETTA pag. 34 · 16-04-2015

IERI PURE LA VISITA DELLA COMMISSIONE D’INCHIESTA SUI RIFIUTI [Apri PDF]

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