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PROPOSTA DI LEGGE VIGNAROLI ed altri: “VUOTO A RENDERE”

PROPOSTA DI LEGGE VIGNAROLI ed altri: “VUOTO A RENDERE”

Vi segnalo l’annuncio formale nella seduta n. 206 di lunedì 7 aprile 2014 della proposta di legge VIGNAROLI  Stefano ed altri (DAGA Federica, TERZONI Paola, ZOLEZZI Alberto, ALBERTI Ferdinando, DE ROSA Massimo Felice, BUSTO Mirko), che ha per oggetto: «Disposizioni per la reintroduzione del sistema del “vuoto a rendere”» . Questa proposta di legge ordinaria  prenderà la numerazione di AC 2285.

Potrete seguire l’iter di questa proposta di legge  sul sito della Camera, a questo link:

http://www.camera.it/leg17/126?tab=&leg=17&idDocumento=2285&sede=&tipo=

Dopo anni di dibattiti, di campagne per la raccolta differenziata, di proteste dei cittadini per la riapertura di discariche o la costruzione di nuovi inutili inceneritori, è chiaro che i rifiuti sono ancora considerati da molti, non come una risorsa bensì come un problema,tanto da costituire in molte città italiane, soprattutto la Capitale, una vera e propria emergenza. Per queste ragioni ho pensato di reintrodurre nel nostro ordinamento un sistema già conosciuto nel passato ovvero quello del c.d. vuoto a rendere. Con il vuoto a rendere, si prevede una cauzione versata al momento dell’acquisto di una prodotto come una bevanda o altro, contenuta in un contenitore di vetro, alluminio o plastica. La cauzione viene poi restituita al consumatore nel momento in cui costui, rende il contenitore vuoto al venditore. In questo modo, quel contenitore potrà essere riutilizzato più volte senza diventare un rifiuto. Il deposito cauzionale sul vuoto a rendere è sicuramente il mezzo più efficace per il ritiro dei contenitori: infatti, il ritorno al loro produttore,ha percentuali di resa dall’80 al 90%, come dimostrano i risultati raggiunti in altri paesi europei del Nord Europa, dalla Germania all’Olanda ed infine ai Paesi Scandinavi. E’ anche un’efficiente misura di prevenzione per correggere comportamenti ecologicamente scorretti e limitare fortemente l’uso dei contenitori usa e getta. Infatti, il contenitore monuouso fa lievitare i costi della raccolta e dello smaltimento, in particolare per i materiali non biodegradabili, come la plastica e i poliaccoppiati. Al contrario i contenitori a rendere presentano notevoli vantaggi: 1) il contenitore non diventa rifiuto, quindi non grava sui costi di raccolta e smaltimento dei rifiuti e non va ad intasare discariche e ad alimentare inceneritori; 2) fa risparmiare le materie prime che sarebbero necessarie per produrre altri contenitori; 3) la sterilizzazione delle bottiglie a rendere richiede circa 60 volte meno energia rispetto alla produzione di nuove bottiglie; 4) garantisce un corretto comportamento del consumatore indotto dalla cauzione a restituire il vuoto con percentuali superiori a quelle che può offrire la raccolta differenziata.
La legge prevede un obbligo iniziale per i produttori di imballaggi, potenzialmente riutilizzabili, di destinare almeno il 20% dei propri imballi prodotti alla filiera virtuosa del riutilizzo che si andrà a costituire. Tale percentuale sarà incrementabile nel tempo.
In definitiva, con l’introduzione del sistema del vuoto a rendere si avranno non solo vantaggi ambientali ma anche economici!

 

PROPOSTA DI LEGGE

DISPOSIZIONI PER LA REINTRODUZIONE DEL SISTEMA DEL “VUOTO A RENDERE”

iniziativa dei deputati M5S

VIGNAROLI  Stefano ed altri (DAGA Federica, TERZONI Paola, ZOLEZZI Alberto, ALBERTI Ferdinando, DE ROSA Massimo Felice, BUSTO Mirko)

RELAZIONE LEGGE

ONOREVOLI COLLEGHI! Dopo anni di dibattiti, di campagne per la raccolta differenziata, di proteste dei cittadini per la riapertura di discariche o la costruzione di nuovi inutili inceneritori, quello che si evince è che i rifiuti sono ancora considerati da molti, non come una risorsa bensì come un problema, tanto da costituire in molte città italiane, in primis ante la Capitale, una vera e propria emergenza. Ogni anno nel nostro Paese vengono prodotte milioni di tonnellate di rifiuti solidi urbani e sebbene la crisi economica abbia registrato una diminuzione nei consumi procapite delle famiglie, il moltiplicarsi di imballaggi di ogni tipo, anche difficilmente riciclabili (come i poliaccoppiati, tetrapak in testa), ha portato, negli ultimi vent’anni, ad un raddoppio della produzione dei rifiuti. Per queste ragioni si è pensato con la presente legge di definire una disciplina che reintroduca nel nostro ordinamento un sistema già conosciuto nel passato ovvero quello del c.d. vuoto a rendere. Tale sistema è innanzitutto semplice e soprattutto conveniente sotto molti profili, tra cui anche quello squisitamente economico. Con esso si prevede una cauzione versata al momento dell’acquisto di un prodotto come una bevanda o altro in contenitore di vetro, alluminio o plastica.
Detta cauzione viene poi restituita al consumatore nel momento in cui il contenitore vuoto viene restituito al venditore in modo che possa essere riutilizzato più volte senza divenire un rifiuto. Il deposito cauzionale sul vuoto a rendere è sicuramente il mezzo più efficace per il ritiro dei contenitori: infatti, il ritorno al loro produttore, ha percentuali di resa dall’80 al 90%, come dimostrano i risultati raggiunti in altri paesi europei del Nord Europa, dalla Germania all’Olanda ed infine ai Paesi Scandinavi. Risulta essere inoltre, un’efficiente misura di prevenzione per correggere comportamenti ecologicamente scorretti e limitare fortemente l’uso dei contenitori usa e getta.
Come noto, il contenitore monuouso fa lievitare i costi della raccolta e dello smaltimento, in particolare per i materiali non biodegradabili, come la plastica e i poliaccoppiati. Al contrario i contenitori a rendere presentano notevoli vantaggi:
1) il contenitore non diventa rifiuto, quindi non grava sui costi di raccolta e smaltimento dei rifiuti e non va ad intasare discariche e ad alimentare inceneritori;
2) fa risparmiare le materie prime che sarebbero necessarie per produrre altri contenitori;
3) la sterilizzazione delle bottiglie a rendere richiede circa 60 volte meno energia rispetto alla produzione di nuove bottiglie;
4) garantisce un corretto comportamento del consumatore indotto dalla cauzione a restituire il vuoto con percentuali superiori a quelle che può offrire la raccolta differenziata.
In Germania e in Olanda ad esempio un marchio noto come la Coca Cola commercializza il suo prodotto in bottiglie sottoposte a cauzione in PET rigido che vengono poi riutilizzate. Nelle prime bozze del decreto sulle liberalizzazioni del Governo Monti, decreto-legge 24 gennaio 2012, n. 1 recante “Disposizioni urgenti per la concorrenza, lo sviluppo delle infrastrutture e la competitività” all’art. 40 era stato introdotto il sistema del vuoto a rendere, poi stralciato a seguito delle ingerenze dei Consorzi per la raccolta e il riciclo che evidentemente temevano che il loro potere potesse essere offuscato!
Noi invece riteniamo che l’introduzione del sistema del vuoto a rendere porterà non solo vantaggi ambientali ed economici ma anche in termini di sicurezza considerato che ad esempio spesso le bottiglie di vetro abbandonate, sono utilizzate come strumenti per compiere atti vandalici!

Art 1
(Istituzione del sistema del vuoto a rendere)
Al fine di promuovere la restituzione e riutilizzazione degli imballaggi destinati all’uso alimentare, è istituito il sistema del cosiddetto “vuoto a rendere” che coinvolge i produttori, gli utilizzatori , gli utenti finali ed i consumatori.

Art 2
(Ambito di applicazione)
1. Il sistema del cosiddetto “vuoto a rendere” si applica al recupero per il riutilizzo dei seguenti imballaggi riutilizzabili, di cui all’art 218 co 1, lett. e) del Decreto legislativo 3 aprile 2006 destinati all’ uso alimentare:
a) le bottiglie e i contenitori in plastica destinati all’ uso alimentare utilizzati per acqua o bevande di altro genere, di volume compreso tra 0,1 e 3,0 litri;
b) le bottiglie ed i contenitori in vetro di volume compreso tra 0,1 e 3,0 litri utilizzati per acqua, per bevande di altro genere o alimenti di qualsiasi tipo;
c) le lattine ed i contenitori in alluminio utilizzati per acqua, bevande di altro genere ed alimenti di ogni tipo.
2. II ministro dell’Ambiente e della tutela del territorio e del mare, con decreto di natura regolamentare, di concerto con il ministero dello Sviluppo economico e delle infrastrutture, può sottoporre altre tipologie di imballaggi alle disposizioni del presente articolo, disciplinando le eventuali ulteriori necessarie procedure e modalità.

Art 3
(Filiera di recupero per il riutilizzo vuoto a rendere)
1 I produttori, gli utilizzatori e gli utenti finali di imballaggi destinati all’uso alimentare così come individuati dall’art. 2 della presente legge, possono aderire ad una filiera di recupero per il riutilizzo degli imballaggi, costituita attraverso un consorzio, un’associazione temporanea d’imprese o altro contratto, allo scopo di realizzare un sistema di restituzione degli imballaggi maggiormente sostenibile sotto il profilo ambientale ed economico, prevedendo, ove possibile, un numero minimo e massimo di riutilizzazioni dello stesso imballaggio, compatibile con il materiale di cui esso è composto e calcolato in base all’intero ciclo di vita del manufatto.
2 Il contratto istitutivo della filiera di recupero per il riutilizzo è approvato dalla camera di commercio, industria, artigianato e agricoltura competente per territorio ed è aperto all’adesione di tutti gli operatori economici interessati.
3 Gli aderenti alla filiera di recupero per il riutilizzo degli imballaggi creano appositi marchi da apporre all’etichettatura degli imballaggi e stabiliscono una quota del rimborso spettante ai consumatori, anch’essa indicata in etichetta e ben visibile a costoro in modo da incentivarli alla restituzione.
4 I produttori degli imballaggi riutilizzabili di cui al comma 1 dell’art. 2 destinano alla filiera di recupero per il riutilizzo, almeno il 20% dei propri imballaggi immessi al consumo.
5 Gli aderenti alla filiera di recupero per il riutilizzo che acquistano un imballaggio da un altro aderente alla medesima filiera versano una cauzione al venditore, commisurata alla quantità o al peso degli imballaggi. Coloro che hanno versato la cauzione hanno diritto alla restituzione della cauzione pagata, proporzionalmente alla quantità o al peso degli imballaggi riconsegnati al venditore.
6 Gli utenti finali degli imballaggi aderenti alla filiera di recupero per il riutilizzo provvedono alla raccolta degli imballaggi vuoti e in stato servibile ad essi restituiti dai consumatori, nonché al versamento ai medesimi consumatori di una quota della cauzione dagli stessi versata ai sensi del comma 5.
7 L’importo della cauzione di cui al comma 5, i relativi termini di pagamento, le modalità di restituzione e la quota da riconoscere ai consumatori che restituiscono gli imballaggi sono fissati nel contratto istitutivo della filiera di riutilizzo.
8 I consumatori, restituiscono gli imballaggi vuoti negli esercizi commerciali in cui li hanno acquistati, ricevendo in cambio la restituzione della cauzione versata o la corresponsione di un titolo all’acquisto di valore almeno equivalente, a fronte della restituzione degli imballaggi usati.

Art. 4
(Benefici)
1. Gli esercizi commerciali e i produttori di imballaggi aderenti al sistema del cosiddetto “vuoto a rendere” usufruiscono di una riduzione nella tassa sui rifiuti (TARI) e ad ulteriori agevolazioni in base ai criteri stabiliti, entro tre mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, con decreto del Ministro dell’economia e delle finanze, di concerto con il Ministro dello sviluppo economico.

Art. 5
(Vigilanza)
1. La camera di commercio, industria, artigianato e agricoltura competente per territorio vigila sull’adempimento degli obblighi derivanti dal contratto di adesione alla filiera di cui all’art.3.

Art.6
(Copertura finanziaria)
Dall’attuazione della presente legge non devono derivare maggior oneri a carico della finanza pubblica.

Art 7
(Entrata in vigore)
La presente legge entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale.

 

 RASSEGNA STAMPA

Vuoto a rendere: da vecchia tradizione a nuova legge. La proposta del M5S

http://www.ecodallecitta.it/notizie.php?id=378903

http://ambientebio.it/vuoto-a-rendere-per-plastica-e-vetro-presto-anche-in-italia/

 http://www.greenme.it/informarsi/rifiuti-e-riciclaggio/14899-vuoto-a-rendere-collegato-ambientale

One comment

  1. Il decreto legge sembra abbastanza confuso, e poi perché tirare fuori l’ennesimo ente inutile dal cilindro come la camera di commercio, ente che andrebbe abolito non coperto di incarichi ?

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