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PROSPOSTA DI LEGGE VIGNAROLI: stop rifiuti riciclabili negli inceneritori

Foto scattata durante lo "Spazzatour" presso il megasito di stoccaggio delle ecoballe a Giugliano

Foto scattata durante lo “Spazzatour” presso il megasito di stoccaggio delle ecoballe a Giugliano

PROSPOSTA DI LEGGE VIGNAROLI: stop rifiuti riciclabili negli inceneritori

“Stop rifiuti riciclabili negli inceneritori: depositata progetto di legge per modificare una norma pericolosa per l’ambiente e la salute dei cittadini”

ROMA, 30 settembre – E’ stata depositata la proposta di legge in materia di gestione e smaltimento dei rifiuti ad alto potere calorifico che vede come primo firmatario il cittadino portavoce del MoVimento 5 Stelle Stefano Vignaroli, assieme ad altri deputati componenti delle commissioni Politiche Europee e Ambiente della Camera; il progetto è stato definito con il contributo dei maggiori centri di ricerca attivi sulle politiche di sostenibilità e sul recepimento e implementazione delle norme UE.

La proposta di legge finalizzata ad avviare un reale ciclo virtuoso dei rifiuti, basato prioritariamente sul recupero di materia più che sul recupero di energia, abroga una pericolosa norma, non ancora entrata in vigore, (lett. p dell’art 6 del dlgs 13 gennaio 2003, n.36) che stabilisce il divieto di conferimento  in discarica dei rifiuti con PCI>13.000 kJ/kg a partire dal 31 dicembre 2013.

Tale disposizione, se non fosse stata ogni anno sistematicamente prorogata, avrebbe spianato la strada in Italia alla costruzione di nuovi impianti d’incenerimento a tutto vantaggio delle lobbies economiche dei costruttori di detti impianti in direzione opposta alle indicazioni contenute dalle recenti risoluzioni dell’Unione Europea del 20/4/2012 e del 24/5/2012, che invece prevedono entro l’anno 2020 un progressivo divieto della pratica dell’incenerimento per tutti i rifiuti riciclabili e compostabili.

La norma, inoltre, può avere il paradossale effetto di scoraggiare la raccolta differenziata dell’umido (uno dei cardini delle strategie nazionali e comunitarie di sostenibilità) come stratagemma per far scendere il potere calorifico e aggirare tale divieto in molti comuni italiani, in contraddizione con gli specifici obiettivi di raccolta differenziata e di recupero di materia previsti sia dalle norme nazionali che dalle direttive europee.

 

 

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